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Street View non smette di espandersi, arruolate delle pecore per le isole Faroe

Dove non arrivano le Street Car di Google arriva l’ingegno della popolazione. Così nel Nord dell’Atlantico, nelle sperdute isole Faroe, gli abitanti, stanchi di aspettare la compagnia di Mountain View, hanno deciso di mappare a 360 gradi l’arcipelago delle isole a modo loro. E dal momento che le isole hanno una popolazione di 80 mila pecore e poco più di 49 mila esseri umani, la soluzione è parsa subito innovativa e particolare: è nata così l’idea di “Sheep View 360” (con annesso hashtag #Sheepview360). L’iniziativa è nata con una petizione online per invogliare Google a mappare le Faroe, così come il colosso americano ha già fatto e continua a fare nei luoghi più inaccessibili del mondo. E così lo staff dell’ente del turismo, capitanato da Durita Dahl Andreassen di “Visit Faroe Islands”, ha piazzato una fotocamera, alimentata con un pannello solare ed in grado di effettuare riprese e scatti a 360 gradi, sul dorso di una pecora lasciata libera di pascolare e scattare immagini del paesaggio, mappando così dal livello stradale alcuni dei punti suggestivi delle isole che compongono il remoto arcipelago (arcipelago che possiede, inoltre, alcuni dei passaggi più unici e magici al mondo). Grazie alle coordinate GPS le immagini vengono in seguito revisionate dal responsabile dell’ente del turismo e caricate su Google Street View in maniera tale da permettere ai visitatori del sito di esplorare le strade e i luoghi più impervi del paese, luoghi che una macchina normale non riesce a percorrere ma che una pecora conosce fin troppo bene. E sul video di presentazione del progetto l’ente del turismo ci tende ad informare, con una discreta ironia, che nessuna pecora è stata maltrattata durante questo lavoro ma solo qualche telecamera ha avuto una brutta fine.

Ed un po' alla volta altre zone del mondo stanno per essere aggiunte all’innovativo sistema “made in Google”: un progetto nato in Canada durante le passate Olimpiadi invernali è arrivato finalmente anche in Italia e si tratta di “Google Ski Maps” che ci permette di sciare virtualmente tra le piste da sci dei migliori comprensori italiani ed esteri (Alpe di Siusi, Kronplatz, Madonna di Campiglio e Folgaria Marileva solo per citarne alcuni); questa volta nessun cervo al posto delle pecore ma solo motoslitte. Ad essere mappati negli anni sono arrivati anche due perle sotterranee del nostro bel paese: le Grotte di Frasassi nelle Marche e la Grotta del Vento in Toscana. Catturate attraverso un obiettivo ultragrandangolare sistemato su un treppiedi, dal nome Tripod, queste sono le prime grotte italiane ad essere liberamente disponibili sul servizio di esplorazione di Google.

Ogni giorno nuovi luoghi vengono aggiunti a questo fantastico servizio (oggi per esempio è stata aggiunta la Valle dei Templi di Agrigento) che, con le sue telecamere,  permette comodamente da casa di farci viaggiare e sognare con la mente. Ed infatti per aumentare la copertura dei posti più inaccessibili al mondo (come montagne enormi e pericolose da scalare) da circa due anni Google ha consegnato le telecamere a escursionisti e scalatori per mappare sentieri nascosti e poco accessibili. Persino l’ultima installazione di Christo sul lago d’Iseo è diventata percorribile virtualmente sul servizio Street View dopo che è stata percorsa realmente da un addetto di Google munito di speciale zainetto con 15 fotocamere annesse per mappare “The Floating Piers”. Ad oggi Google stima di avere scattato foto per Street View in più di 65 paesi al mondo. Forte del successo ottenuto da questo servizio, interpellata dal Guardian, Google ci ha tenuto a precisare che “chiunque può creare la propria esperienza su Street View e far domanda per prendere in prestito l’attrezzatura necessaria”. Per diventare un “Google Trekker”, e quindi andare in giro pagati da Google e scattare foto per Street View,  si devono superare diversi test fisici come quello di riuscire a tenere sulle spalle l’enorme zaino allungato, dal peso di 20 chili e contenente 15 macchine fotografiche ad alta risoluzione, e camminare per diverse ore alla ricerca degli scatti migliori. E voi, che luoghi avete voglia di visitare? Virtualmente o realmente? 

Roberto Diacetti

Roberto Diacetti - Street View non smette di espandersi, arruolate delle pecore per le isole Faroe