RobertoDiacetti.it Rss http://www.robertodiacetti.it/ Roberto Diacetti Official Site it-it Mon, 29 Jan 2018 12:47:45 +0000 Fri, 10 Oct 2014 00:00:00 +0000 http://blogs.law.harvard.edu/tech/rss Vida Feed 2.0 robertodiacetti@gmail.com (Roberto Diacetti) robertodiacetti@gmail.com (Roberto Diacetti) Mediacontent http://www.robertodiacetti.it/vida/foto/logo.png RobertoDiacetti.it Rss http://www.robertodiacetti.it/ Nomina a Vice Presidente del World Food Programme Italia http://www.robertodiacetti.it/mc/535/1/nomina-a-vice-presidente-del-world-food-programme-italia

Il 26 gennaio 2018 l’Assemblea dei Soci del World Food Programme Italia, nomina all'unanimità Roberto Diacetti come suo Vice Presidente.

"Ringrazio il presidente Vincenzo Sanasi D’Arpe, il presidente onorario l’ambasciatore Giovanni Castellaneta e l’intero consiglio direttivo per avermi conferito questo nuovo incarico, per cui metterò a servizio le mie competenze volte a definire nuove strategie a medio e lungo termine, per la ricerca e la raccolta fondi con l’obiettivo di fronteggiare le numerose emergenze umanitarie nel mondo", Ha così commentato Diacetti. Il World Food Programme delle Nazioni Unite (WFP) è la più grande agenzia umanitaria che combatte la fame nel mondo fornendo assistenza alimentare in situazioni di emergenza e lavorando con le comunità per migliorare la nutrizione e costruire la resilienza. Il WFP Italia è l'organizzazione senza scopo di lucro che opera a supporto del World Food Programme e rappresenta il punto di riferimento per quanti in Italia vogliano sostenere il WFP.

 

 

 

 

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Mon, 29 Jan 2018 12:47:45 +0000 http://www.robertodiacetti.it/mc/535/1/nomina-a-vice-presidente-del-world-food-programme-italia Roberto Diacetti
Presentazione del Rome E-Prix 2018 al Rome Convention Center La Nuvola http://www.robertodiacetti.it/mc/534/1/presentazione-del-rome-e-prix-2018-al-rome-convention-center-la-nuvola

Roma, 19 ottobre 2017 - Presentazione al “Roma Convention Center – La Nuvola”  del Rome E-Prix 2018, la tappa italiana del campionato mondiale di Formula E, la competizione internazionale dedicata alle monoposto 100% elettriche. La gara romana, che si terrà il 14 aprile 2018 e si correrà tra i palazzi monumentali dell'Eur, sarà una delle undici previste dal campionato di Formula E, che partirà il 2 dicembre 2017 a Hong Kong per concludersi il prossimo 28 luglio 2018 a Montreal, dopo aver attraversato i cinque continenti.

"Negli ultimi anni ci sono stati molti tentativi di inserire Roma tra le capitali dell'automobilismo mondiale; oggi finalmente siamo riusciti a determinare le condizioni giuste che porteranno il grande spettacolo delle monoposto elettriche sul circuito cittadino dell'Eur, tra i capolavori dell'architettura razionalista e gli spazi contemporanei del Roma Convention Center La Nuvola, che è già un'icona per Roma. È una soddisfazione personale e un risultato di squadra. Una vetrina mondiale per i nostri asset congressuali, in particolare La Nuvola e il Palazzo dei Congressi che supporteranno anche la logistica dell'evento e beneficeranno di uno straordinario motore di promozione. Una conferma della vocazione dell'Eur, che alla vigilia degli 80 anni dalla posa della prima pietra, rappresenta probabilmente il miglior modo per celebrare il luogo più contemporaneo ed internazionale di Roma" dichiara il Presidente di EUR SpA Roberto Diacetti.
 

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Thu, 19 Oct 2017 11:06:49 +0000 http://www.robertodiacetti.it/mc/534/1/presentazione-del-rome-e-prix-2018-al-rome-convention-center-la-nuvola Roberto Diacetti
Inaugurazione Roma Convention Center La Nuvola - 29 ottobre 2016 http://www.robertodiacetti.it/mc/532/1/inaugurazione-roma-convention-center-la-nuvola---29-ottobre-2016-

Inaugurazione Roma Convention Center La Nuvola - 29 ottobre 2016 - Roberto Diacetti

"Tra Roma e il Cielo": un giorno di festa per Roma e l'Eur.Da oggi inizia la sfida più difficile e avvincente e cioè proiettare Roma nel mercato congressuale internazionale. Roma e l'Eur guardano al futuro!

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Fri, 11 Nov 2016 14:36:24 +0000 http://www.robertodiacetti.it/mc/532/1/inaugurazione-roma-convention-center-la-nuvola---29-ottobre-2016- Roberto Diacetti
Sinergy between economics and finance: new financial instruments to support private investments http://www.robertodiacetti.it/mc/531/1/sinergy-between-economics-and-finance-new-financial-instruments-to-support-private-investments

The output of an economic system depends on its capital, whose increase raises the level of the output. The increase in capital is determined by investments, defined by Olivier Blanchard as “the purchase of new assets by companies and houses by individuals” (Source Macroeconomia – Una prospettiva europea). Consequently, investments are crucial as for the growth of an economic system. However, in the long run, investments are a dependent variable. Their increase is subordinate to the increase of savings to finance investments.

The consequences of the latest economic and financial downturn have impeded the relaunch of private investments in Italy. Savings meant to finance investments have decreased progressively since individuals could any longer renounce to some of their consumption (as savings) in order to invest in the purchase of assets. Furthermore, banks, from whom Italian enterprises depend, have been forced to reduce financial loans for various reasons (presence of non -performing loans, inadequate capital return, strict binding rule on the matter). All these factors have negatively affected private investments and, finally, economic growth.

Over the last years, the Italian Government has relied on the financial offer in order to relaunch private investments. In 2014, the Ministry of Economic and Finance, the Ministry for Economic Development and Bankitalia adopted “Finance for Growth”, a package of measures to support private investments (Source Il Sole 24 Ore). “Finance for Growth” has three pillars: investments support; funding access; capitalization and stock exchange listing. On the basis of these three pillars, EUR 5 billion have been allocated to support private investments. Access to new assets has been facilitated thanks to “Nuova Sabatini”, with a 15% tax credit for additional investments (which are different from tangible, instrumental investments). In addition, through Aiuto alla Crescita Economica (ACE), “Finance for Growth” establishes a tax relief as for capital return and it provides the enterprises that opt for stock and exchange listing with a 40% increase in capital for three years (so-called “Super-ACE”). For those companies that refuse the stock and exchange listing, “Finance for Growth” envisages the possibility to deliver the so-called “Minibond” (see “Mini-bonds: invest in Italy in order to help little and medium sized enterprises”, inserire hyperlink http://www.robertodiacetti.it/mc/510/mini-bonds-invest-in-italy-in-order-to-help-little-and-medium-sized-enterprises), debt securities with a high number of tax benefits. Finally, in May 2016, the Government established the Fondo Atlante to support Italian banks in managing non-performing loans, thus helping them to re-start giving loans to enterprises (Source Ministero dell’Economia e delle Finanze).

The support to private investments in Italy comes also from the European Union (UE). The Investment Plan for Europe (also known as “Juncker Plan”) aims at mobilising investments of at least EUR 315 billion in three years (Source European Commission). The Juncker Plan was adopted on 15 July 2014 (Source EUR-LEX) and its main pillar is the European Fund for Strategic Investments (EFSI) which, through a mechanisms of financial guarantees, wants to overcome current market failures by addressing market gaps and relaunch private investments. EFSI supports strategic investments in key areas such as infrastructure, education, research and innovation, as well as risk finance for small businesses. Cassa depositi e prestiti (Cdp) is among the National Promotional Banks of the Plan, with a EUR 8 million commitment. In June 2016, Italy was declared the first beneficiary of the Juncker Plan. Over the last 12 months, Italy has received EUR 1, 4 billion from the European Bank for Investment (BEI) in order to finance 8 infrastructure projects and EUR 353 million to support 44,840 small and medium enterprises (Source La Repubblica). 

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Thu, 1 Sep 2016 22:12:47 +0000 http://www.robertodiacetti.it/mc/531/1/sinergy-between-economics-and-finance-new-financial-instruments-to-support-private-investments Roberto Diacetti
Sinergia tra economia e finanza: nuovi strumenti finanziari a sostegno degli investimenti privati http://www.robertodiacetti.it/mc/530/1/sinergia-tra-economia-e-finanza-nuovi-strumenti-finanziari-a-sostegno-degli-investimenti-privati

Il prodotto di un’economia dipende dal suo stock di capitale, il cui aumento accresce la produzione. L’accrescimento dello stock di capitale è determinato dall’investimento, definito dall’economista Olivier Blanchard come “l’acquisto di nuovi beni capitali (macchinari e impianti) da parte delle imprese e di nuove case e appartamenti da parte degli individui” (Fonte Macroeconomia – Una prospettiva europea). Da ciò si comprende l’importanza dell’investimento ai fini della crescita di un sistema economico. Tuttavia, nel lungo periodo, l’aumento dell’investimento si configura come una variabile dipendente. Esso, infatti, aumenta nella misura in cui aumenta il risparmio destinato a finanziare l’investimento.

E’ chiaro che gli effetti dell’ultima crisi economico-finanziaria hanno ostacolato pesantemente il rilancio degli investimenti privati in Italia. Infatti, il risparmio necessario a finanziare l’investimento è diminuito sempre più in quanto i soggetti economici non erano più nelle condizioni di rinunciare a parte del consumo (in veste di risparmio) per far sì che le risorse venissero investite nell’acquisto di beni capitali. Inoltre, gli istituti bancari, da cui dipende il tessuto imprenditoriale italiano, hanno dovuto contingentare l’erogazione di debiti finanziari alle imprese per varie ragioni (presenza di crediti in sofferenza, rendimenti del capitale non adeguati, inasprimento della normativa di riferimento). Queste dinamiche hanno inflitto una battuta d’arresto agli investimenti privati e, in ultima istanza, alla crescita dell’economia italiana.

Negli ultimi anni, il Governo italiano ha deciso di agire sul lato dell’offerta di finanza per rilanciare gli investimenti privati. Nel 2014 il Ministero dell’Economia e delle Finanze, il Ministero per lo Sviluppo Economico e la Banca d’Italia hanno adottato “Finanza per la Crescita”, un pacchetto di misure per incentivare il settore privato ad investire (Fonte Il Sole 24 Ore). “Finanza per la Crescita” ruota intorno a tre ingranaggi: sostegno agli investimenti; accesso ai finanziamenti; patrimonializzazione e quotazione. Sulla base di questi tre ingranaggi sono stati stanziati 5 miliardi di euro a sostegno degli investimenti ed è stato facilitato l’accesso ai finanziamenti in macchinari e beni strumentali nuovi, grazie alla “Nuova Sabatini”, e con un credito d’imposta pari al 15% sugli investimenti incrementali, ossia sugli investimenti aggiuntivi in beni strumentali alla produzione. Inoltre, tramite l’Aiuto alla Crescita Economica, ACE, le misure previste dal pacchetto “Finanza per la Crescita” prevedono la deduzione dell’imponibile di un rendimento figurativo sugli apporti di capitale e, per le imprese che si quotano, un incremento del 40% dell’apporto di capitale per 3 anni, al fine di favorire il canale di Borsa nella raccolta delle risorse (cosiddetta “Super ACE”). Per le società non quotate, c’è la possibilità di emettere i cosiddetti “Minibond” (si veda “Minibond, investire in Italia per aiutare le piccole e medie imprese”), in sostanza obbligazioni, a fronte di agevolazioni di natura fiscale.  Infine, nel maggio 2016, il Governo ha istituto il fondo Atlante, un fondo d'investimento alternativo per sostenere le banche italiane nelle proprie operazioni di ricapitalizzazione e favorire la gestione dei crediti in sofferenza, contribuendo in tal modo anche al progressivo aumento dell’erogazione dei debiti finanziari alle imprese (Fonte Ministero dell’Economia e delle Finanze).

Il sostegno alla rimozione degli ostacoli agli investimenti arriva anche dall’Unione Europea (UE), che con il Piano di Investimenti per l’Europa (cosiddetto “Piano Juncker”) si prefigge di mobilitare investimenti del valore complessivo di 315 miliardi di euro in tre anni (Fonte Commissione europea). Il motore principale del Piano Juncker, adottato il 15 luglio 2014 (Fonte EUR-Lex), è il Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS) che, tramite un sistema di garanzie finanziarie sugli investimenti, mira a porre rimedio alle attuali carenze del mercato colmandone attirando investimenti privati strategici in settori chiave (infrastrutture, istruzione, ricerca e innovazione, capitale di rischio per le piccole imprese). Cassa depositi e prestiti (Cdp) è fra le National Promotional Banks del Piano Juncker (impegnata con 8 miliardi di euro a sostegno del Piano) e, nel giugno 2016, l’Italia è stata dichiarata il primo beneficiario del Piano Juncker. Negli ultimi dodici mesi, l’Italia ha ricevuto 1,4 miliardi dalla Banca europea per gli investimenti (BEI) per finanziare 8 progetti di infrastrutture e 353 milioni di euro a sostegno di 44.840 PMI (Fonte La Repubblica). 

Roberto Diacetti

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Thu, 1 Sep 2016 22:07:06 +0000 http://www.robertodiacetti.it/mc/530/1/sinergia-tra-economia-e-finanza-nuovi-strumenti-finanziari-a-sostegno-degli-investimenti-privati Roberto Diacetti
Street View non smette di espandersi, arruolate delle pecore per le isole Faroe http://www.robertodiacetti.it/mc/529/1/street-view-non-smette-di-espandersi-arruolate-delle-pecore-per-le-isole-faroe

Dove non arrivano le Street Car di Google arriva l’ingegno della popolazione. Così nel Nord dell’Atlantico, nelle sperdute isole Faroe, gli abitanti, stanchi di aspettare la compagnia di Mountain View, hanno deciso di mappare a 360 gradi l’arcipelago delle isole a modo loro. E dal momento che le isole hanno una popolazione di 80 mila pecore e poco più di 49 mila esseri umani, la soluzione è parsa subito innovativa e particolare: è nata così l’idea di “Sheep View 360” (con annesso hashtag #Sheepview360). L’iniziativa è nata con una petizione online per invogliare Google a mappare le Faroe, così come il colosso americano ha già fatto e continua a fare nei luoghi più inaccessibili del mondo. E così lo staff dell’ente del turismo, capitanato da Durita Dahl Andreassen di “Visit Faroe Islands”, ha piazzato una fotocamera, alimentata con un pannello solare ed in grado di effettuare riprese e scatti a 360 gradi, sul dorso di una pecora lasciata libera di pascolare e scattare immagini del paesaggio, mappando così dal livello stradale alcuni dei punti suggestivi delle isole che compongono il remoto arcipelago (arcipelago che possiede, inoltre, alcuni dei passaggi più unici e magici al mondo). Grazie alle coordinate GPS le immagini vengono in seguito revisionate dal responsabile dell’ente del turismo e caricate su Google Street View in maniera tale da permettere ai visitatori del sito di esplorare le strade e i luoghi più impervi del paese, luoghi che una macchina normale non riesce a percorrere ma che una pecora conosce fin troppo bene. E sul video di presentazione del progetto l’ente del turismo ci tende ad informare, con una discreta ironia, che nessuna pecora è stata maltrattata durante questo lavoro ma solo qualche telecamera ha avuto una brutta fine.

Ed un po' alla volta altre zone del mondo stanno per essere aggiunte all’innovativo sistema “made in Google”: un progetto nato in Canada durante le passate Olimpiadi invernali è arrivato finalmente anche in Italia e si tratta di “Google Ski Maps” che ci permette di sciare virtualmente tra le piste da sci dei migliori comprensori italiani ed esteri (Alpe di Siusi, Kronplatz, Madonna di Campiglio e Folgaria Marileva solo per citarne alcuni); questa volta nessun cervo al posto delle pecore ma solo motoslitte. Ad essere mappati negli anni sono arrivati anche due perle sotterranee del nostro bel paese: le Grotte di Frasassi nelle Marche e la Grotta del Vento in Toscana. Catturate attraverso un obiettivo ultragrandangolare sistemato su un treppiedi, dal nome Tripod, queste sono le prime grotte italiane ad essere liberamente disponibili sul servizio di esplorazione di Google.

Ogni giorno nuovi luoghi vengono aggiunti a questo fantastico servizio (oggi per esempio è stata aggiunta la Valle dei Templi di Agrigento) che, con le sue telecamere,  permette comodamente da casa di farci viaggiare e sognare con la mente. Ed infatti per aumentare la copertura dei posti più inaccessibili al mondo (come montagne enormi e pericolose da scalare) da circa due anni Google ha consegnato le telecamere a escursionisti e scalatori per mappare sentieri nascosti e poco accessibili. Persino l’ultima installazione di Christo sul lago d’Iseo è diventata percorribile virtualmente sul servizio Street View dopo che è stata percorsa realmente da un addetto di Google munito di speciale zainetto con 15 fotocamere annesse per mappare “The Floating Piers”. Ad oggi Google stima di avere scattato foto per Street View in più di 65 paesi al mondo. Forte del successo ottenuto da questo servizio, interpellata dal Guardian, Google ci ha tenuto a precisare che “chiunque può creare la propria esperienza su Street View e far domanda per prendere in prestito l’attrezzatura necessaria”. Per diventare un “Google Trekker”, e quindi andare in giro pagati da Google e scattare foto per Street View,  si devono superare diversi test fisici come quello di riuscire a tenere sulle spalle l’enorme zaino allungato, dal peso di 20 chili e contenente 15 macchine fotografiche ad alta risoluzione, e camminare per diverse ore alla ricerca degli scatti migliori. E voi, che luoghi avete voglia di visitare? Virtualmente o realmente? 

Roberto Diacetti

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Sat, 20 Aug 2016 11:49:27 +0000 http://www.robertodiacetti.it/mc/529/1/street-view-non-smette-di-espandersi-arruolate-delle-pecore-per-le-isole-faroe Roberto Diacetti
The future of the global liberal system: what’s next? http://www.robertodiacetti.it/mc/528/1/the-future-of-the-global-liberal-system-what-s-next

Political analysts and experts of international relations have always fostered a vivid debate on balance of power and the need for a solid global governance. This debate is even more necessary today following the regional and international crisis of the last decade. From this perspective, it could be very interesting to focus on the discussion about the logic, rules and institutions of the liberal system in order to analyze its status quo and all potential future developments. 

The current international liberal system has been progressively set up after World War II. Thanks to the U.S. leadership, it has been the protagonist of the history of the past 70 years. Over the last ten years, experts of international relations have emphasized the need to consider a possible collapse of this liberal order and all its consequences throughout the world.

One of the main experts of the global liberal system, Jonh Ikenberry, Princeton University (Source Princeton University), in his book “Liberal Leviathan:The Origins, Crisis, and Transformation of the American World Order” describes his theory about the future of the current liberal order, which is characterized by U.S. weaknesses. John Ikenberry does not deny the existence of a crisis of the international liberal system due to a redistribution of balance of power. Ikenberry describes the decline of the United States of America as “inevitable” following the rise of the People’s Republic of China (PRC) and the Russian Federation. However, despite this huge shift in the balance of power between two opposite pole, Ikenberry states that the international liberal order will not fall apart. The Professor affirms that whatever happens in the next 20 years, we will witness a global democratic revolution. The idea of a liberal, integrated system will not be called into question despite the decline of the United States of America. The global liberal order is not just “American”. Over the last 70 years, it has become deeply rooted and institutionalized. Consequently, it will survive with or without the U.S. leadership.

It could be difficult to back Ikenberry’s analysis. Latest international news proves exactly the contrary. Both endogenous threats (see the Crimea War and Brexit) and the external menaces (see the Daesh) have proved that the current liberal order has not the effective means and institutions to counter disruptive phenomena. However, Ikenberry’s theory is backed by international academia. The Professor’s words could be considered as a warning to focus on the strength, the solidity and the efficacy of the international liberal system, while stressing the need to reshape it with high integration rates, pluralism and shared leadership.   

Roberto Diacetti

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Tue, 16 Aug 2016 22:05:48 +0000 http://www.robertodiacetti.it/mc/528/1/the-future-of-the-global-liberal-system-what-s-next Roberto Diacetti
Il futuro del sistema liberale globale: what’s next? http://www.robertodiacetti.it/mc/527/1/il-futuro-del-sistema-liberale-globale-what-s-next

Politologi ed esperti di relazioni internazionali hanno da sempre alimentato un accesso dibattito sull’assetto degli equilibri di potere e sull’esigenza di una solida governance globale. Questo dibatto appare sempre più necessario alla luce delle crisi regionali e internazionali che si sono manifestate nell’ultimo decennio. In questo contesto, è interessante trarre spunto soprattutto dalla discussione sulla logica, le regole e le istituzioni del sistema liberale globale per riflettere sullo status quo dello scenario internazionale e sui suoi possibili sviluppi futuri. 

L’assetto dell’attuale sistema internazionale si è progressivamente configurato dopo il secondo conflitto mondiale, assumendo l’attuale connotazione liberale a guida-USA e facendo da sfondo alla storia degli ultimi 70 anni. Negli ultimi dieci anni, esperti della teoria delle relazioni internazionali hanno posto l’accento sullo sgretolamento e sull’eventualità di un definitivo collasso di questo sistema liberale e, di conseguenza, hanno iniziato a riflettere sulle possibili configurazioni del day after”.   

Uno dei maggiori studiosi del sistema liberale globale, John Ikenberry della Princeton University (Fonte Princeton University), nel suo libro “Liberal Leviathan:The Origins, Crisis, and Transformation of the American World Order” avanza una tesi molto accreditata sul futuro dell’attuale sistema liberale, che vede un indebolimento della leadership del suo principale fautore, gli Stati Uniti d’America. John Ikenberry non nega che il sistema liberale sia in crisi a causa di uno spostamento dell’asse degli equilibri di potere. Ad Ikenberry, ad esempio, il declino degli Stati Uniti d’America sembra inevitabile a seguito dell’ascesa della Repubblica Popolare Cinese (RPC) e della Federazione Russa. Tuttavia, nonostante questa trasmigrazione di potere e di leadership da un polo all’altro del globo, Ikenberry sostiene che il sistema liberale non verrà scardinato. Il Professore afferma che qualsiasi cosa accada nei prossimi venti anni, si assisterà comunque ad una rivoluzione democratica mondiale. L’idea di un sistema liberale integrato non verrà messa in discussione nonostante il declino degli Stati Uniti d’America. L’ordine internazionale liberale, infatti, non è solo americano ormai in quanto, in 70 anni, esso ha avuto la capacità di radicalizzarsi e istituzionalizzarsi e, quindi, saprà sopravvivere anche in assenza della guida USA.

Può risultare a tratti difficile dare credito all’analisi di John Ikenberry. I fatti di cronaca internazionale dimostrano quasi il contrario. Sia le minacce endogene (si pensi all’annessione della Crimea o alla recente Brexit), sia quelle esogene (si pensi all’avanzata di Daesh) al sistema liberale sembrano quasi aver provato il contrario, rivelando l’impotenza dei mezzi delle istituzioni liberali nel contrastare fenomeni distruttivi. Eppure l’analisi del Ikenberry è molto accreditata nei consessi dell’accademia internazionale e, se proprio si fa fatica a credere che il futuro scenario internazionale si possa materializzare così come descritto dal Professore, almeno le sue parole possono essere considerate come un monito per ricordare la forza, la solidità e l’efficacia del sistema liberale e per supportare un rinnovamento dello stesso affinché esso sia più rispondente all’evoluzione dei fenomeni globali, dotandosi di alti livelli di integrazione, pluralismo e leadership condivisa.       

Roberto Diacetti

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Tue, 16 Aug 2016 22:00:15 +0000 http://www.robertodiacetti.it/mc/527/1/il-futuro-del-sistema-liberale-globale-what-s-next Roberto Diacetti
Solar Impulse, un futuro alimentato con energie rinnovabili è possibile http://www.robertodiacetti.it/mc/526/1/solar-impulse-un-futuro-alimentato-con-energie-rinnovabili-e-possibile

13 Luglio 2016, Cairo, Egitto. La sedicesima tappa del Solar Impulse 2 si è appena conclusa dopo un volo partito da Siviglia, in Spagna, e durato 48 ore e 50 minuti. Dopo aver sorvolato in due giorni di volo i cieli di Algeria, Tunisia, Italia, Malta e Grecia in questa penultima tappa, il viaggio del velivolo monoposto alimentato ad energia solare, una vera e propria impresa se così si può dire, si concluderà con l’ultima tappa, la diciassettesima, e l’arrivo ad Abu Dhabi da dove era partito il 9 marzo 2015 completando così un giro del mondo da Guinness dei primati. Zero emissioni, zero inquinamento e zero carburante fossile per questo progetto, innovativo ed ambizioso, realizzato per dimostrare al mondo che un futuro alimentato con energie rinnovabili è possibile. Il progetto, passo dopo passo, con difficoltà varie e lunghi stop, si sta per concretizzare. Solar Impulse, giunto alla seconda fase di realizzazione, è un velivolo quadrimotore ultraleggero ad ala alta non più pesante di una macchina (1,5 tonnellate), ma con l’apertura alare di un Boeing 747 (72 metri), realizzato dal Politecnico Federale di Losanna in Svizzera e caratterizzato dalla possibilità di librarsi in volo sfruttando solamente un motore elettrico alimentato ad energia solare. Finanziato da società private come Google, Solvay, Omega SA, Deutsche Bank, Schindler, Bayer MaterialScience, Altran Technologies e Swisscom, da aprile 2008 il progetto beneficia, inoltre, anche del patrocinio della Commissione Europea.

"Vogliamo rappresentare il nuovo mondo, il mondo della tecnologia pulita. Perché il futuro è pulito e inizia ora", aveva twittato l’imprenditore svizzero e pilota André Borschberg in occasione del suo arrivo a Siviglia. Per l’ultima tratta il comando passerà al secondo pilota Bertrand Piccard che, insieme al collega Borschberg, sta portando avanti questa impresa. Un’impresa alimentata da 17.248 celle fotovoltaiche al silicio, ed un pacco batterie ottimizzato per le necessità, che può portare il velivolo a volare per cinque giorni e cinque notti consecutive con una velocità media di 75 km/h ed un’altitudine massima di 28.000 piedi. Notevole lo sforzo psicofisico per i due piloti che, per limiti di progettazione, si sono trovati a viaggiare in una cabina non pressurizzata, esposta a grandi escursioni termiche e con pause per dormire limitate a venti minuti consecutivi. Ultima tappa prevista per concludere l’impresa Abu Dhabi dove, non a caso, ha sede l’Agenzia internazionale per le energie rinnovabili (IRENA) e la Masdar City (la città solare ideata dall’architetto Norman Foster). Mostrando i progressi che è possibile raggiungere con un uso intelligente delle energie rinnovabili si può sensibilizzare l’opinione pubblica sui temi dell’ecosostenibilità dimostrando ancora una volta che un futuro sostenibile è possibile. Motto del progetto: “Future is clean” (letteralmente, il futuro è pulito).

Roberto Diacetti

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Sun, 14 Aug 2016 11:59:40 +0000 http://www.robertodiacetti.it/mc/526/1/solar-impulse-un-futuro-alimentato-con-energie-rinnovabili-e-possibile Roberto Diacetti
A 10 anni dalla morte del loro fondatore i Pink Floyd sono più vivi che mai http://www.robertodiacetti.it/mc/525/1/a-10-anni-dalla-morte-del-loro-fondatore-i-pink-floyd-sono-piu-vivi-che-mai

Nonostante gli anni passati, la Band che ha definito la storia del rock psichedelico non smette di stupire ed incantare le migliaia di persone che in questi ultimi anni hanno avuto la fortuna di poter godere dei concerti di questi grandi musicisti. Qualche anno fa, allo Stadio Olimpico di Roma, con il concerto evento “The Wall” con un Roger Waters più in forma che mai, questi giorni di nuovo a Roma ma nello scenario suggestivo del Circo Massimo, adibito a grande arena musicale, per la performance live di David Gilmour. Tutto questo proprio quando si ricorda l’anniversario dei 10 anni di morte del fondatore del gruppo: Syd Barrett, padre della band britannica, sintesi perfetta tra genio e disagiato, mai perfettamente compreso dagli altri ma sempre amato dai suoi fan. I comportamenti dell’artista sono stati spesso associati a disturbi di schizofrenia, bipolarismo ed epilessia, recenti studi sulla sua biografia portano invece alla conclusione che Barrett soffrisse di una forma particolare di Asperger, accentuata dall’uso delle droghe pesanti, che lo avvicinò sia alla genialità sia all’irrequietezza. Il brano “Wish you were here”, uno dei più apprezzati dai fans e dei più eseguiti nei concerti live, è dedicato proprio all’ex membro del gruppo. Ed è proprio questo il terzo brano, dopo tre prezzi tratti da “Rattle that Lock” (ultimo album solista di Gilmour), che richiama la leggenda dei Pink Floyd in un Circo Massimo che raccoglie tredicimila spettatori e li delizia con luci e suoni di altri tempi. Uno scenario magico incorniciato tra Palatino e Aventino dove si raggiunge l’apice dell’evento attraverso le note visionarie di “Dark Side of the Moon”, dove in prodigio di narrazione, costruita da una meticolosa ricerca e accurato suono, si eseguono le note più essenziali. Musicisti ai massimi livelli, musica ai massimi livelli e location unica al mondo. Uno Show con la S maiuscola. Ed intanto proprio in queste ore sta per essere ultimato il palco che ospiterà nuovamente la suggestione mistica di Gilmour all’interno delle rovine archeologiche di Pompei. Resta lo schermo circolare che è diventato esso stesso l’icona floydiana del decennio successivo ma senza alcuna copertura del palco per non rovinare la bellezza e la semplicità dell’anfiteatro pompeiano. Oggi come nel 1971, quando tutti i Pink Floyd regalarono un concerto leggendario, tramandatoci nel tempo grazie al rockumentary “Live at Pompei”. Un concerto a porte chiuse quello del 1971 che si contrappone a quello del 2016 dove 2.500 spettatori hanno investito 345 euro a seduta per poter godere di questo evento unico. Ieri come oggi sarà ancora il rock di una musica senza tempo, di quelle come, purtroppo, non se ne fanno più.

Roberto Diacetti

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Sun, 7 Aug 2016 07:47:57 +0000 http://www.robertodiacetti.it/mc/525/1/a-10-anni-dalla-morte-del-loro-fondatore-i-pink-floyd-sono-piu-vivi-che-mai Roberto Diacetti
Eur, sul mercato l’hotel di Fuksas http://www.robertodiacetti.it/mc/524/1/eur-sul-mercato-lhotel-di-fuksas

La base d'asta non è stata fissata ma dalla vendita del maxi-albergo di lusso, La lama, conta di incassare più dei 50 milioni e e che corrispondono al valore dell' immobile in bilancio. Il bando per le manifestazioni d'interesse è appena stato pubblicato da Coldwell e l'attenzione per l'operazione sembra essere alta. Già un anno e mezzo fa Eur spa, società controllata al 90% dal ministero dell'Economia e al 10% da Roma Capitale aveva tentato di mettere sul mercato l'hotel progettato da Massimiliano Fuksas ancora in fase di costruzione (tecnicamente shell and core) e che una volta completato sarà probabilmente il più grande albergo della capitale con 439 camere, spa, area fitness e 4 sale meeting. Anche in quell'occasione le offerte non mancarono, compresi operatori italiani come Polis. Ma furono inferiori ai 50 milioni del valore di libro e tutto è stato di conseguenza rinviato. Ora, a un anno e mezzo di distanza. si riparte e le condizioni per Wir Spa sembrano decisamente più favorevoli di allora. Non solo perché nel frattempo é stato avviato il risanamento della società: la cessione all'Inail di quattro immobili di proprietà del gruppo ha consentito in particolare alla società presieduta da poco meno di un anno da Roberto Diacetti di incassare 297,5 milioni (con una plusvalenza di 53 milioni) e di azzerare la posizione finanziaria netta del gruppo soprattutto perchè, nel frattempo sono stati accelerati tutti i cantieri dei progetti che gravitano intorno all'hotel, nel quartiere Eur della capitale. Prima di tutto la più nota Nuvola di Fuksas, che si trova proprio a lato del La Lama, un centro congressi capace di accogliere fino a 8 mila persone. "L'evento ufficiale d'inaugurazione del nuovo centro congressi di Roma sarà il prossimo 29 ottobre con una stima nei prossimi 3-5 anni di 200-300 mila ospiti l'anno e un indotto per la città di circa 300 milioni", spiega Diacetti. Ma oltre a questo, sempre nella stessa area, è prevista l'apertura del nuovo acquario di Roma, il cui completamento è atteso a inizio 2017, e anche la ricostruzione dello storico parco giochi Luneur è in calendario per fine anno. Per quanto riguarda lo sviluppo del settore uffici nell' area va ricordato che Tim ha deciso di realizzare il suo nuovo quartier generale nelle ex torri del ministero delle Finanze, mentre Fedi ha preso in locazione, proprio dall'Eur Spa, il Palazzo della civiltà italiana, chiamato dai romani il colosseo quadrato. per farne il suo head quarter. "L'Eur è destinato a diventare il nuovo hub della città non solo per i congressi ma anche come leisure district e questo accende l'interesse anche per La Lama, come abbiamo visto a marzo scorso all'Imif di Berlino (l'international hotel investment forum, ndr) quando avevamo presentato il progetto a investitori internazionali", conclude Diacetti che anticipa una nuova operazione allo studio di Eur spa: la valorizzazione dell'area dell'ex Velodromo, costruito all'Eur in occasione delle Olimpiadi del 1960. L'ultimo evento ospitato furono i mondiali di ciclismo del 1968, poi fu abbandonato. "L'intenzione è cederlo con una variante urbanistica", conclude il presidente di Eur Spa, ma intanto si parte dal La Lama. Le offerte dovranno essere presentate entro il 15 settembre. Tra gli interessati ci sarebbero catene alberghiere e una società immobiliare araba. 

Di Anna Messia

MF

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Fri, 5 Aug 2016 10:46:15 +0000 http://www.robertodiacetti.it/mc/524/1/eur-sul-mercato-lhotel-di-fuksas Roberto Diacetti
L’accademia per sviluppatori Apple sbarca ufficialmente nel golfo di Napoli http://www.robertodiacetti.it/mc/523/1/laccademia-per-sviluppatori-apple-sbarca-ufficialmente-nel-golfo-di-napoli

L’ “Accordo di cooperazione scientifica e tecnologica” è stato firmato e così la Apple e l’ateneo Federico II di Napoli da ottobre inizieranno ufficialmente i corsi per portar avanti il sogno di tanti giovani che desidereranno diventare sviluppatori di “App” per il mondo Apple. Un accordo che si basa su un investimento di circa 5 milioni e mezzo di euro, su base triennale, da utilizzare per sostenere i costi dei docenti e le borse di studio agli studenti (pari a 800 euro al mese erogate, per ora, solo al 5% degli studenti). L’Apple fornirà hardware e software, manuali e formazione tecnica sull’attrezzatura e sul software, i docenti, invece, saranno scelti tramite bandi ad evidenza pubblica e non apparteranno esclusivamente a quelli della Federico II. L’Università partenopea dovrà invece fornire la sede per i corsi, adattandola secondo le direttive Apple, con locali, attrezzature e laboratori, manutenzione e assistenza tecnica nonché garantire i vari accessi alla rete internet. A partire dai primi 200 studenti del primo anno si passerà ad un massimo di 400 studenti negli anni successivi che si ritroveranno a vivere un semestre di formazione teorica ed uno durante il quale, in un team multidisciplinare, si cimenteranno a creare applicazioni che poi la Apple potrà decidere di distribuire attraverso il suo “App Store”. Nove mesi di formazione, quindi, per sviluppare applicazioni per iOS (ossia il sistema operativo che gira su iPhone e iPad) ed un’opportunità unica per l’Italia e tanti studenti volenterosi di crescere in un clima internazionale. L’obiettivo, spiega Giorgio Ventre, direttore del dipartimento di ingegneria elettrica e tecnologie dell’informazione è quello di “formare sviluppatori e non meri programmatori”. L’importante annuncio della sottoscrizione di questo accordo è arrivato direttamente dal Premier Matteo Renzi che ha ribadito la sua “soddisfazione per Napoli ed il Mezzogiorno in quanto luoghi fantastici per formarsi ed investire”.

L’App Store ha creato un settore completamente nuovo e, con oltre 2 milioni di app diverse, ha portato oltre 1,2 milioni di posti di lavoro creati in Europa dal 2008, sviluppatori che hanno guadagnato in totale dalla vendita delle loro app nel mondo quasi 10 miliardi di euro. La Mela ha già permesso in Italia in questi anni la creazione di 75 mila posti di lavoro legati al proprio App Store, ai software ed in generale ai suoi prodotti. L’Accademia non porterà a 600 nuovi posti di lavoro, come era stato affermato con toni entusiastici a Gennaio, ma formerà comunque 600 allievi che potranno essere assunti dalla Apple, dopo aver conseguito il diploma, o che potranno trovare la loro fortuna in nuove start-up o esperienze imprenditoriali.

Un mercato, quindi, in continua crescita ed in rapida espansione che presenta opportunità illimitate per le persone di tutte le età e aziende di ogni dimensione in tutto il continente. L’ “iOS Developer Academy” sarà il primo centro di sviluppo app del vecchio continente, la prima incubatrice di idee della Mela Morsicata in Europa, la seconda al mondo dopo quella già esistente in Brasile. “L’Europa è la patria di alcuni degli sviluppatori più creativi al mondo - afferma Tim Cook, Ceo di Apple - quindi siamo entusiasti di aiutare la prossima generazione di imprenditori in Italia ad acquisire le competenze necessarie per avere successo. L’Italia è un Paese che ha dimostrato come l’eccellenza significhi fare meglio e non necessariamente produrre di più.” La procedura completa per l’iscrizione ai test per gli studenti, e per i docenti che vorranno partecipare a questa esperienza, sarà resa disponibile entro due settimane sul sito dell’Università all’indirizzo: www.unina.it .

Roberto Diacetti

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Tue, 2 Aug 2016 21:58:49 +0000 http://www.robertodiacetti.it/mc/523/1/laccademia-per-sviluppatori-apple-sbarca-ufficialmente-nel-golfo-di-napoli Roberto Diacetti
’War, Capitalism & Liberty’: Bansky’s Street Art exhibition http://www.robertodiacetti.it/mc/522/1/war-capitalism-e-liberty-banskys-street-art-exhibition

Palazzo Cipolla hosts 150 artworks coming from private collections, which are the tribute to the mysterious international street-art artist, known as Bansky. During the visit, I saw the transformation of Street Art into a museum exhibition, despite the disagreement of the artist (they say), one of the most controversial, provocative and loved figures since the ‘90s.  

Bansky is a mystery. His real identity is still unknown. Once, I read a research carried out by Queen Mary University, which identifies the British artist with Robin Cunningham, born in 1973. Others say that Bansky’s identity is an anonymous and that he could be born in 1974. Everybody agrees on the origin of the artist. He is believed to be from Bristol where he started combining stencil and graffiti writing. This kind of mystery is permanent and it has accompanied me during my visit to Palazzo Cipolla. In fact, it is inexplicable to me how  full anonymity can leave a remarkable sign not only on walls – such as that on the Gaza Strip – but also on the way we perceive and look at what is around us.

Original paintings, limited edition prints, sculptures and rare objects led me to focus on three key contemporary issues: War, Capitalism & Liberty, which are the primary sources of Bansky’s artistic inspiration. War is depicted with humor and humanity. ‘Kids on Guns’ is an example from this point of view. Protests against the U.S. capitalist model is the fil rouge of the serigraphy “Napalm”, which denounces the atrocities of the Vietnam War, touching us deep inside. Finally, we find a depiction of liberty, presented as a protest against conformism, as the willingness to provoke, denounce and think out of the box. From this perspective, the emblem of the exhibition is the monkeys’ serigraphy ‘Laugh Now But One Day I’ll Be in Charge’, along with and the image mysteriously appeared on the facade of the French Embassy in Knightsbridge, London. This image portrays Cosette, one of Vicotor Hugo’s Les Misérables main character, crying on a bottle on tear gas, with the French flag in the background. Banky’s workart to give voice to desire of liberty of the migrants living in Calais.

At the end of the visit, I found a big white wall with a blackboard. On the backboard, there was a question: “If were Bansky”. I think that this question contains the values of the entire exhibition. Street Art’s main representative wants to say goodbye to visitors encouraging them to analyze with a critical eye and from different perspectives all the social and political processes of the past, the present and the future. 

“T.V. has made going to the theatre seem pointless, photography has pretty much killed painting but graffiti has remained gloriously unspoilt by progress” Bansky

Roberto Diacetti

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Mon, 1 Aug 2016 17:33:04 +0000 http://www.robertodiacetti.it/mc/522/1/war-capitalism-e-liberty-banskys-street-art-exhibition Roberto Diacetti
’War, Capitalism and Liberty’: con Bansky la Street Art va in mostra http://www.robertodiacetti.it/mc/521/1/war-capitalism-and-liberty-con-bansky-la-street-art-va-in-mostra

A Palazzo Cipolla ho apprezzato 150 opere provenienti da collezioni private, tributo al misterioso street artist internazionale noto come Banksy. Durante la mostra, ho visto la Street Art trasformarsi in esposizione museale contro la volontà, si dice, dell'artista, una delle figure più provocatorie, discusse e amate dagli anni '90 ad oggi.  

Bansky uguale mistero. La sua vera identità non è ancora nota. Tempo fa lessi una ricerca della Queen Mary University, che ha identificato l'artista britannico con Robin Cunningham, classe 1973. Per altri, invece, Bansky sarebbe un anonimo nato nel 1974. Ciò che mette d'accordo tutti è la provenienza. La tesi più accreditata sostiene che Bansky sia di Bristol, dove ha mosso i primi passi nel mondo della Street Art, tra graffiti e stencil. Quest’alone di mistero è permanente e mi ha accompagnato durante tutta la visita a Palazzo Cipolla. E’ inspiegabile, infatti, come l’anonimato riesca a lasciare un segno così evidente non solo sui muri, come quello che corre lungo la striscia di Gaza, ma anche, e soprattutto, sulle riflessioni che maturiamo in merito al mondo che ci circonda.

Dipinti originali, stampe, sculture e oggetti rari mi hanno accompagnato in viaggio lungo tre tematiche centrali della contemporaneità: guerra, capitalismo e libertà, fonti primarie dell’ispirazione artistica di Bansky. La guerra è rappresentata con umorismo e umanità dall’immagine di ‘Kids on Guns’, a tratti agghiacciante. L’atto di protesta contro il modello capitalista statunitense è incarnato nella serigrafia “Napalm”, che denuncia le atrocità della Guerra in Vietnam colpendoci nel profondo. E, infine, la libertà, intesa come rifiuto a conformarsi, volontà di provocare, denunciare e pensare “out of the box”. Da quest’ultimo punto di vista è emblematica la serigrafia di alcune scimmie che dichiarano ‘Laugh Now But One Day I’ll Be in Charge’ (“Ridete adesso ma un giorno saremo noi a comandare”), o l’immagine apparsa sul retro dell’Ambasciata francese a Knightsbridge, Londra, che ritrae Cosette, personaggio de I Miserabili di Victor Hugo, in lacrime con ai piedi una latta di gas lacrimogeno, e con alle spalle la bandiera francese. Opera realizzata da Bansky per esprimere il desiderio di libertà dei migranti bloccati a Calais.

Alla fine dell’esposizione, mi sono trovato davanti ad una parete bianca con una grande lavagna. Una scritta campeggia sulla lavagna: “If were Bansky” (“Se fossi Bansky”). Penso che in questa domanda sia racchiuso tutto il valore della rassegna sul maggiore esponente della Street Art. Bansky, infatti, ci saluta con un quesito che, in realtà, racchiude un monito: guardare con occhio critico e da diverse prospettive i processi sociali e politici del passato, del presente e del futuro.

La TV ha fatto sembrare inutile andare a teatro, la fotografia ha praticamente ucciso la pittura, ma i graffiti sono rimasti gloriosamente incontaminati dal progresso” Bansky 

Roberto Diacetti

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Mon, 1 Aug 2016 17:15:26 +0000 http://www.robertodiacetti.it/mc/521/1/war-capitalism-and-liberty-con-bansky-la-street-art-va-in-mostra Roberto Diacetti
Città ancora più smart grazie a sensori ed app http://www.robertodiacetti.it/mc/520/1/citta-ancora-piu-smart-grazie-a-sensori-ed-app

Il futuro dell’energia integrata in Europa è stato prospettato durante la 24esima edizione della “Power-Gen Europe e Renewable Energy World Europe” dove esperti del settore energetico, tra aziende e professionisti,  si sono riuniti a Milano dal 21 al 23 giugno per discutere, in un ampio programma di conferenze di respiro internazionale, della rapida evoluzione del mondo dell’energia e del futuro energetico dell’Europa. In particolare, tra i vari argomenti trattati durante le conferenze, mi piace soffermarmi sui probabili usi dei sensori intelligenti all’interno delle città del futuro. Particolari “occhi” ed “orecchie” in grado di aprire nuovi scenari nel campo dell’automazione della vita giornaliera dei cittadini e di rendere la vita più semplice.

I nuovi sensori, collegandosi alle nuove infrastrutture di acqua, luce, gas e rifiuti, potranno cogliere informazioni dal mondo esterno e, attraverso dei software specifici, interpretarle e distribuirle in maniera quasi istantanea ai cittadini: sarà così possibile conoscere velocemente il grado di inquinamento di una zona specifica della città, così come il numero di parcheggi disponibili in un determinato quartiere o le strade che presentano meno traffico e code più corte ai semafori o agli incroci. La trasformazione delle città in smart cities parte quindi proprio da queste utility, come ci spiega l’Amministratore delegato di RSE (Ricerca sul sistema energetico) Stefano Besseghini: Grazie alla loro capacità di intervenire direttamente sul territorio, i fornitori di energia e servizi stanno già lavorando per creare reti di sensori, in modo che su questa piattaforma che innerva la città possano essere montate delle applicazioni verticali in grado di fornire servizi specifici ai cittadini: il concetto è lo stesso che stiamo già sperimentando con i nostri smartphone’’ dove le varie App installate su di essi, grazie alla geolocalizzazione, possono darci informazioni in maniera automatica sul mondo che ci circonda, consigliandoci, ad esempio, quale percorso seguire per evitare certi inquinanti o allergeni, modificare il nostro tragitto per evitare le isole di calore, i tratti più congestionati o zone dove l’inquinamento acustico è maggiore.

In Italia le prime sperimentazioni legate ai sensori di parcheggio e alla gestione dei semafori stanno già partendo, in maniera tale da prevedere e soddisfare quelle che saranno fra qualche anno le esigenze future. Da due anni invece è la città spagnola di Santander, antica città portuale sulla costa atlantica, che, con l’installazione di più di 10 mila sensori e app, sta consentendo ai cittadini di partecipare attivamente alla vita della città attraverso informatizzazione, accessibilità e trasparenza. I sensori monitorano elementi come: illuminazione, temperatura, umidità, traffico e spostamenti delle persone. I dati vengono poi trasmessi ed elaborati per studiare livelli di inquinamento e congestione urbana (incidenti, ingorghi, guasti alle varie infrastrutture). Ed intanto, nella modernissima Chicago, è in corso il progetto denominato “Array of Things” , promosso dal Computation Institute dell’Università di Chicago, che si rifà all’Internet delle cose, ma porta il tutto ad una scala più grande, per cui, grazie ad una rete interconnessa con più di 500 sensori, si trasforma la metropoli americana in una città super-intelligente. L’obiettivo ufficiale di questi progetti è unico in tutto il mondo: permettere a politici, amministratori, sviluppatori informatici e residenti di collaborare per creare una smart city sempre più efficiente, capace di risparmiare sulla spesa pubblica ed in grado di essere proattiva e di  anticipare potenziali problemi ed emergenze. Ed intanto c’è già chi teme che questa sorveglianza così estesa possa un giorno ledere le nostre libertà personali, film e videogiochi come “Watch Dogs” ci presentano già questo scenario dove un computer centrale controlla ogni movimento e ogni azione compiuta in città. Ma per adesso questo rimane solo fantascienza.

Roberto Diacetti

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Wed, 27 Jul 2016 08:35:11 +0000 http://www.robertodiacetti.it/mc/520/1/citta-ancora-piu-smart-grazie-a-sensori-ed-app Roberto Diacetti
Brexit: a reminder to rethink Europe. Less technocracy, more policies for citizens as top priority http://www.robertodiacetti.it/mc/519/1/brexit-a-reminder-to-rethink-europe-less-technocracy-more-policies-for-citizens-as-top-priority

Less than one year ahead of the 60th anniversary of the Treaties of Rome, the European Union (EU) has an unprecedented scenario in front of it. For the very first time since the beginning of the European integration process, following a popular referendum, a Member State will leave the EU under Art.50 of the Lisbon Treaty. The day after Brexit, politicians, stakeholders, experts and influencers are analysing all the possible consequences. However, today more than ever, it is necessary to focus on the causes which led 51.9% of the Brits to vote for "Leave" and not for "Remain". This is the only way to restore the sense of belonging to a European homeland, thus avoiding a potential domino effect.

Brexit lead us to reconsider the validity of Charles de Gaulle's obstructionism as for the accession of Great Britain to the former European Community. De Gaulle considered Great Britain as a "Trojan Horse" of the United States and, for this reason, he was against the granting of the membership. Nevertheless, from the 1st January 1973, the British citizens are European citizens. Since the beginning of its membership, Great Britain has demonstrated that it was not in favour of greater European integration. It was not part of the Schengen Agreement, nor of the Eurozone. It was the country with the highest number of opt-out clause to common policies in a different range of topics. However, nobody was prepared to Brexit. It made useless all the efforts of the European Commission, which negotiated the "UK Settlement" for many months in order to avoid what happed after June, 23th.

Like after an earthquake, during the post-Brexit era, casualties and damages are estimated. Some talk about a potential domino effect, focusing on the risks of the UE disintegration. Others emphasise the financial consequences of the fall of the European stock exchange markets. Despite the prompt intervention of the Committee to safeguard financial stability chaired by the Minister of Economy and Finance, Padoan, on 24 June Milan Stock and Exchange registered a 12.48% drop in share value. London, Paris, Frankfurt and Madrid, 4.5%, 8.4%, 7.1% and 11.4% respectively (source Secolo d'Italia). Finally, some envisage the establishment of populist and nationalist movements, which aim at raising a huge anti-European feeling.

Focusing on Brexit's consequences is a good exercise to quickly deal with all the potential disastrous effects of Brexit. However, it is even more necessary to think about all the causes which will lead the European Union to lose one of its Member States. The EU must continue its "fly towards the future", as stated by the President of the European Commission, Jean-Claude Juncker, during the latest College Meeting. However, the EU needs to change its route. The EU has to get back to its citizens. It cannot deal only with banks, national interests, austerity, budget rules. The UE is required to abandon technocracy in order to formulate citizen-oriented policies. This implies that the EU has to fight against inequalities, supporting growth, job creation and welfare. In other words, the Union has to restore its social pact with the citizens. European citizens have to perceive again that the EU was created to better their living standard, as it was conceived by the people who started the European integration process.  

It is better to forgive about this widespread defeatist attitude. Even if it is painful, Brexit is not a standstill for the EU. It is rather a reminder, which suggests to deal with the shortcomings, while further strengthening EU added values. This could the best tribute to the six founding fathers, who gave European citizens a common homeland where they can be together and united despite cultural diversity.

Roberto Diacetti

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Tue, 26 Jul 2016 08:09:57 +0000 http://www.robertodiacetti.it/mc/519/1/brexit-a-reminder-to-rethink-europe-less-technocracy-more-policies-for-citizens-as-top-priority Roberto Diacetti
Brexit: monito per ripensare l’Europa. Meno tecnocrazia, politiche per i cittadini come top priority http://www.robertodiacetti.it/mc/518/1/brexit-monito-per-ripensare-l-europa-meno-tecnocrazia-politiche-per-i-cittadini-come-top-priority

A meno di un anno dal sessantesimo anniversario della firma dei Trattati di Roma, l’Unione Europea (UE) si trova di fronte ad uno scenario senza precedenti. Per la prima volta in tutta la storia del processo di integrazione europea, uno Stato membro, a seguito di un referendum popolare, attiverà l’Art. 50 del Trattato di Lisbona, che stabilisce il diritto di recesso dall’Unione. All’indomani della Brexit, politici, stakeholder, esperti ed influencer stanno vagliando tutte le possibili conseguenze dell’uscita della Gran Bretagna dall’UE. Tuttavia, oggi più che mai, è opportuno riflettere sulle cause che hanno condotto il 51,9% dei britannici ad optare per il “Leave” e non per il “Remain”. Solo così, infatti, sarà possibile ripristinare il senso di appartenenza alla patria europea, scongiurando il rischio di un potenziale effetto domino.

Brexit porta a ricredersi sulla fondatezza dell’ostruzionismo di Charles de Gaulle di fronte all’adesione della Gran Bretagna a quella che, allora, si chiamava Comunità europea. Il Generale de Gaulle la considerava una sorta di cavallo di Troia degli Stati Uniti e, pertanto, ne ostacolava il processo di adesione. Eppure dal 1° gennaio 1973, i cittadini britannici sono cittadini europei. Dai primi anni di vita da Stato membro, la Gran Bretagna ha sempre dimostrato di non essere il motore dell’integrazione europea. Non faceva parte di Schengen, non faceva parte dell’Eurozona, era il Paese con più opt-out, ossia rinunce a politiche comuni europee inerenti a diversi settori. Tuttavia, Brexit ha colto tutti impreparati e ha vanificato lunghi mesi di sacrifici della Commissione europea, impegnata a negoziare con il Governo britannico il cosiddetto “UK Settlement”, ossia un accordo che avrebbe dovuto evitare ciò che si è verificato all’indomani del referendum del 23 giugno scorso.

Come dopo ogni terremoto, nell’era post-Brexit si sta facendo la conta dei danni. C’è chi parla di un potenziale effetto domino, concentrandosi sul rischio di disintegrazione dell’Unione europea. C’è chi esprime timori per le conseguenze finanziarie a seguito del crollo delle borse europee. Basti pensare che, nonostante le tempestive rassicurazioni del Comitato per la salvaguardia per la stabilità finanziaria presieduto del Ministro dell’Economia e delle Finanze Padoan, il 24 giugno, Milano ha chiuso a -12,48%, peggior dato registrato da febbraio 2016. Londra, Parigi, Francoforte, Madrid hanno perso rispettivamente il 4,5%, l’8,4%, il 7,1% e l’11,4% (fonte Secolo d’Italia). Infine, c’è chi presagisce l’emersione e l’affermazione di movimenti populisti e nazionalisti, capaci di coagulare un forte sentimento anti-europeista.  

Riflettere sulle conseguenze della Brexit è di certo utile per porre rimedio in tempo utile a potenziali effetti devastanti dell’onda lunga dell’uscita della Gran Bretagna dall’UE. Tuttavia, oggi più che mai è imprescindibile una riflessione sulle cause che hanno porteranno ad un’Unione a 27. È giusto che l’Unione europea continui a “volare verso il futuro”, come ha affermato il Presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, durante il Collegio dei Commissari, ma ad essa è richiesto di cambiare rotta. L’UE, infatti, non può continuare ad occuparsi solo di banche, di particolarismi nazionali, di austerity, di vincoli di bilancio. L’Unione deve ritornare ad occuparsi dei suoi cittadini. È necessario che l’Unione metta da parte la tecnocrazia per concentrarsi sull’elaborazione di politiche citizen-oriented. Questo si traduce nella lotta contro le diseguaglianze, nel supporto alla crescita, al lavoro e al welfare. In altri termini, occorre che l’UE ripristini il patto sociale con i suoi cittadini.  I cittadini europei devono ritornare a percepire che l’Unione è stata creata e continua ad esistere per migliorare i loro standard di vita, così com’era, tra l’altro, nella intenzioni dei fautori del processo di integrazione europea.  

Meglio lasciare da parte questo diffuso atteggiamento disfattista. Nonostante sia dolorosa, la Brexit non è una battuta d’arresto per l’UE. Essa, piuttosto, è un monito che suggerisce di riparare ciò che non funziona e potenziare i punti di forza. Lo si deve ai sei padri fondatori, i quali hanno fatto sì che i diversi popoli del vecchio continente fossero uniti nella diversità all’interno di una patria comune europea.

Roberto Diacetti

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Tue, 26 Jul 2016 08:06:08 +0000 http://www.robertodiacetti.it/mc/518/1/brexit-monito-per-ripensare-l-europa-meno-tecnocrazia-politiche-per-i-cittadini-come-top-priority Roberto Diacetti
Rome among top 10 destinations for foreign direct investments: diver for exports and employment http://www.robertodiacetti.it/mc/517/1/rome-among-top-10-destinations-for-foreign-direct-investments-diver-for-exports-and-employment

Economists has often excluded Italy from the group of Foreign Direct Investment (FDI) destination countries. However, things are progressively changing with particular reference to Rome. A research carried out by Ernst & Young (EY), a multinational consultancy firm, has recently included the Capital in the top 10 list of the most attractive cities in Europe.

FDIs are one of the most important aspects of globalization. Both the movement of factors of production and international production fragmentation are at the basis of the increase in investment fluxes towards counties other than the headquarters. Latest data show that European countries are the most attractive for FDIs, thus becoming top performers for their contribution to the global FDI growth. 

The European Attractiveness Survey 2016 by EY gives the business record to Western Europe with 77% FDI total inflows. London, Paris and Berlin are the most attractive cities in Europe. Surprisingly, just behind Brussels and Madrid, there is Rome. The Capital Rome was indicated as an attractive destination by 7% of respondents, up from 2% in 2015. “Rome, with its prime location in the Mediterranean, can go back to being a hub of business interests and it is not surprising if investors are looking to our capital with increasing attention”, commented Donato Iacovone, EY Italy’ CEO (Source European Attractiveness Survey 2016, ItalyEurope24).

At a countrywide level, Italy is not included in the EY top 10 list of FDI destination countries. However, as for its attractiveness, the research registers steady progress over the last years. In 2014, 57 FDI projects led to the creation of 1,164 new jobs. In 2015, 55 FDI projects created 1,383 new jobs. A great increase compared to 2013 when FDIs created only 732 new jobs (Fonte European Attractiveness Survey 2016, ItalyEurope24).

What should Italy do in order to enhance its attractiveness? Some economic guidelines could be formulated on the basis of Dunning’s OLI Approach (Ownership, Location and Internalisation, 1977). It explains why multinational enterprises opt for FDIs. OLI Approach states that, when opting for FDIs, multinational enterprises make sure that they can benefit from three advantages simultaneously: 1. Ownership advantages (ownership-specific competitive advantages); 2. Advantages related to the position of the destinantion countries (location advantages); 3. Internalization advantages, i.e. advantages deriving from the fact that production process does not takes place in a foreign enterprise (Source Pubblicazioni Banca d’Italia).

It is necessary that Institutions implement economic measures meant to attract Foreign Direct Investments. FDIs affect positively both exports and employment rates, especially with regard to green field investments (building of a company in a foreign country from the ground up) and not brown field investments (purchasing or leasing existing production facilities to launch a new production activity). However, in any case, the aspects of crucial importance are spillover effects throughout the territory, e.g. 1. Increase in competition; 2. Increase in human capital; 3. Spread of new technologies.

Roberto Diacetti

Source Pubblicazioni Banca d’Italia

https://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/qef/2014-0243/QEF_243.pdf

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Mon, 25 Jul 2016 08:24:07 +0000 http://www.robertodiacetti.it/mc/517/1/rome-among-top-10-destinations-for-foreign-direct-investments-diver-for-exports-and-employment Roberto Diacetti
Roma nella top 10 delle destinazioni degli investimenti diretti esteri: diver per esportazioni e occupazione http://www.robertodiacetti.it/mc/516/1/roma-nella-top-10-delle-destinazioni-degli-investimenti-diretti-esteri-diver-per-esportazioni-e-occupazione

Gli economisti hanno spesso escluso l’Italia dal gruppo dei Paesi meta di Investimenti Diretti Esteri (IDE). Lo stato dell’arte, però, sta progressivamente cambiando negli ultimi anni con particolare riferimento a Roma. A testimoniarlo una ricerca di Ernst & Young (EY), multinazionale leader nel settore della consulenza, che include la Capitale nella top 10 delle città europee più attrattive.

Gli Investimenti Diretti Esteri, IDE (Foreign Direct Investments, FDIs in inglese) costituiscono una delle espressioni più importanti della globalizzazione. Lo spostamento dei fattori di produzione da un Paese all’altro e la frammentazione del processo produttivo su scala multinazionale sono, infatti, alla base dell’aumento dei flussi di investimenti effettuati dagli operatori in Paesi diversi da quello dove è insediato il centro della loro attività. Gli ultimi dati emersi dimostrano che i Paesi europei sono la destinazione più attraente per gli IDE, contribuendo così da top performer alla crescita globale degli investimenti diretti esteri.

L’European Attractiveness Survey 2016 di EY conferisce il primato all’Europa occidentale, area in cui confluisce il 77% degli IDE. Londra, Parigi e Berlino le mete più attrattive. A sorpresa, dopo Bruxelles e Madrid, troviamo Roma, definita come la destinazione degli IDE dal 7% degli intervistati contro il 2% del 2015. “Roma, con la sua posizione privilegiata nel Mediterraneo, può tornare ad essere hub di interessi commerciali e non deve sorprendere se oggi gli investitori guardano alla nostra capitale con crescente interesse” ha commentato Donato Iacovone, AD di EY Italia (Fonte European Attractiveness Survey 2016, ItalyEurope24).

Dal punto di vista nazionale, l’Italia rimane ancora fuori dalla top 10 dei Paesi di destinazione degli IDE. Tuttavia, in termini di attrattività, la ricerca registra un miglioramento negli ultimi anni. Nel 2014, infatti, 57 progetti di IDE hanno portato alla creazione, in totale, di 1.164 nuovi posti di lavoro. Nel 2015, 55 progetti di IDE hanno creato di 1.383 nuovi posti di lavoro. Un incremento notevole se si fa riferimento ai dati del 2013 quando gli IDE furono all’origine solo di 732 nuovi posti di lavoro (Fonte European Attractiveness Survey 2016, ItalyEurope24).

Cosa potrebbe fare allora l’Italia per migliorare ancor di più la sua performance in termini di attrattività degli investimenti diretti esteri? Una ricetta economica potrebbe derivare dall’approccio OLI (Ownership, Location, Internalisation) di Dunning (1977) che spiega cosa spinge le imprese multinazionali ad effettuare un IDE. L’approccio OLI sostiene che si opta per un IDE quando tre ordini di vantaggi si realizzano simultaneamente: 1.vantaggi legati al diritto di proprietà (ownership-specific competitive advantages); 2.vantaggi legati alle caratteristiche del Paese scelto per la localizzazione (location advantages); 3.vantaggi di internalizzazione, cioè più ampi benefici derivanti dal rendere interne all’impresa le fasi produttive precedentemente svolte da imprese estere, in inglese internalisation advantage (Fonte Pubblicazioni Banca d’Italia).

Appare sempre più necessario che la politica economica punti alla creazione delle condizioni che favoriscono l’attrazione degli investimenti diretti esteri. Gli IDE, infatti, hanno degli effetti positivi sia sulle esportazioni, sia sui tassi di occupazione soprattutto se l’investimento è green field (costituzione ex novo di una struttura all’estero) e non brown field (fusione o acquisizione di strutture già esistenti). In ogni caso, tuttavia, l’elemento cruciale è costituito dagli effetti spillover, ossia dalle esternalità che dispiegano i loro effetti sul territorio almeno da tre punti di vista: 1.incremento della concorrenza, le strutture già presenti sul territorio devono adattarsi agli elementi di novità introdotti dalla nuova struttura che si insedia;  2.aumento del capitale umano, la nuova struttura assume nuovi lavoratori e, soprattutto, li forma sia tramite corsi, sia con la pratica del learning by doing; 3.diffusione di nuove tecnologie, che hanno un impatto sia sulle strutture già presenti in loco, sia su quella che si insedieranno in futuro.

Roberto Diacetti

Fonte Pubblicazioni Banca d’Italia

https://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/qef/2014-0243/QEF_243.pdf

 

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Mon, 25 Jul 2016 08:19:28 +0000 http://www.robertodiacetti.it/mc/516/1/roma-nella-top-10-delle-destinazioni-degli-investimenti-diretti-esteri-diver-per-esportazioni-e-occupazione Roberto Diacetti
Italia Travel Awards, Oscar dell’industria turistica italiana http://www.robertodiacetti.it/mc/515/1/italia-travel-awards-oscar-dell-industria-turistica-italiana

Una competizione unica nel suo genere, per la prima volta in Italia, nata per celebrare l’impegno e la competenza nel settore turistico italiano attraverso le 15 categorie di gara e i 43 premi per i migliori professionisti del turismo italiano, tutto questo sono gli “Italia Travel Award” 2016, una vera e propria notte degli Oscar dedicata all’industria turistica italiana, madrina della serata di gala è stata Roberta Lanfranchi, volto noto del panorama televisivo italiano. Si è svolta il 26 maggio a Roma, presso l’elegante edificio dell’Acquario Romano, la serata finale della prima edizione del premio ai top del turismo italiano, la kermesse ha decretato, davanti ai principali operatori turistici e alla stampa specializzata, i migliori secondo viaggiatori ed esperti. I candidati sono stati selezionati, nel corso del 2015 e del 2016, attraverso un processo di votazioni online aperto a tutte le agenzie di viaggio italiane e ai viaggiatori stessi che hanno, anche invogliati dalla possibilità di vincere una vacanza da sogno, scelto la loro destinazione di viaggio preferita. L’evento, nonostante fosse alla sua prima edizione, ha avuto un ottimo risultato dal momento che prima della selezione finale che ha decretato la rosa dei finalisti ha maturato più di 76 mila votazioni.

"I tantissimi voti, che attestano un'ottima risposta sia del trade che del consumer all'iniziativa, pionieristica nel nostro Paese, - dichiarano Roberta D'Amato e Danielle Di Gianvito ideatrici del premio Italia Travel Awards - mandano un chiaro messaggio di apprezzamento per il lavoro, la passione e la forza di reinventarsi delle aziende in nomination, in un momento particolarmente difficile per il turismo”.

L’obiettivo di “Italia Travel Awards” è quello di incoraggiare un settore molto spesso dimenticato e non valorizzato come dovrebbe essere e stimolare la professionalità nel settore dei viaggi e del turismo nazionale ed internazionale attraverso un evento annuale, unico e capace di coinvolgere agenti di viaggio e viaggiatori.

"Il premio all'Italia come migliore destinazione culturale - ha spiegato Dorina Bianchi, sottosegretario del MIBACT - conferma che l'intuizione del governo di mettere insieme turismo e cultura va nella direzione giusta, ma il nostro Paese potrebbe concorrere con onore in tutte le altre categorie. Questo è il primo governo che torna a investire in cultura e che considera il turismo un vero e proprio volano di sviluppo economico e sociale del Paese”.

Tra i vincitori dell’ambita statuetta, la migliore regione italiana è risultata essere la Puglia, gli Stati Uniti hanno vinto per le migliori attrazioni turistiche, per la migliore destinazione mare il premio è andato alle Maldive, la migliore destinazione LGBT è risultata essere invece Mykonos. Premio, infine, tra le destinazioni, anche all’Oman. Tra gli operatori MSC Crociere è stata nominata miglior compagnia croceristi da parte dei viaggiatori; Costa Crociere invece è stata la miglior compagnia per gli agenti di viaggio; Moby Lines è risultata la miglior compagnia di traghetti per i viaggiatori, GNV, invece , quella scelta dagli agenti. Tra i vettori aeroportuali Alitalia si aggiudica il premio come migliore vettore nei voli nazionali, Emirates quello di migliore vettore nei voli internazionali e migliore in assoluto per i viaggiatori, nel settore low cost la vittoria è invece di easyJet. Tra i tantissimi premiati anche Beachcomber Hotels, Andillana Beach Resort (Madagascar), Hilton Worldwide Hotel&Resorts, Disneyland Paris, Trenitalia, Hertz, Albatravel, Amadeus, GEO Travel Network, Astoi, Allianz Assistance, Atlante, booking.com, La Solo Viaggiare, Idee per Viaggiare, Alpitour, Quality Group, Press Tours, Veratour, Eden Viaggi.

La lista completa di tutti i vincitori dell’edizione 2016, che da oggi potranno utilizzare il logo “Italia Travel Awards, Vincitore 2016” per attestare l’eccellenza raggiunta nel proprio campo, la trovate su: http://www.italiatravelawards.it .

Roberto Diacetti

Fonti:

http://www.travelquotidiano.com/mercato_e_tecnologie/italia-travel-awards-roma-la-edizione/tqid-248905

 

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Tue, 19 Jul 2016 19:51:39 +0000 http://www.robertodiacetti.it/mc/515/1/italia-travel-awards-oscar-dell-industria-turistica-italiana Roberto Diacetti
Privacy: approvato il regolamento europeo sulla protezione dei dati personali http://www.robertodiacetti.it/mc/514/1/privacy-approvato-il-regolamento-europeo-sulla-protezione-dei-dati-personali

Per rispondere alla domanda su dove vanno a finire i nostri dati personali e cosa possiamo mettere in atto per tutelarli, il Parlamento europeo, nel mese di aprile 2016, ha approvato un nuovo regolamento sulla protezione dei dati personali che porterà ad aumentare le tutele per cittadini ed imprese, grazie anche all’adeguamento di normative europee che erano ferme ai primi anni ’90, ossia agli albori di internet.

La privacy dei cittadini è uno dei temi più caldi degli ultimi anni, dal momento che società ed app tendono a raccogliere, anche in forma anonima, dati sui nostri gusti, spostamenti e conversazioni. Le norme del nuovo regolamento dovranno essere applicate nei singoli Stati dell’unione entro due anni. I temi trattati in questo trattato sono fondamentali: dal diritto all’oblio, alla portabilità dei dati, al contrasto della cyber criminalità e del terrorismo informatico, a nuovi criteri che responsabilizzano maggiormente imprese ed enti rispetto alla protezione dei dati personali. 

Montagne di informazioni personali, come foto, rubriche telefoniche, messaggi e spostamenti rilevati tramite GPS, vengono acquisite ogni giorno da società importanti come Google, Facebook o Apple. Proprio quest’ultima si è trovata al centro delle notizie per la difesa della privacy degli utenti quando l’FBI ha chiesto all’azienda di Cupertino di accedere al telefono dell’attentatore di San Bernardino negli Usa. Apple, con astuzia, si è rifiutata di creare un sistema facilmente violabile dal governo per evitare un precedente giuridico: l’accesso ad un dispositivo ogni volta che fosse ritenuto di interesse pubblico.

Creare uno smartphone o un sistema operativo con falle certe per la sicurezza vorrebbe dire perdere il controllo dei nostri dati personali facilitandone l’utilizzo a malintenzionati e cyber hacker. Da questo importante atto giuridico il tema della sicurezza è tornato alla ribalta e aziende come WhatsApp e Telegram (la prima app a larga diffusione ad implementare comunicazioni crittografate) hanno deciso di aumentare la sicurezza dei loro utenti grazie ad un sistema talmente protetto (almeno per le tecnologie che possediamo in questo momento) da risultare inviolabile persino alle aziende stesse che le hanno create e che non possono quindi accedere ai messaggi che vengono scambiati dai loro utenti, dal momento che tutti i messaggi (foto, audio e video inclusi) sono ora automaticamente criptati attraverso un sistema dove la chiave per accedere ai messaggi che transitano in chat è conosciuta solo dai due dispositivi che li inviano e ricevono (crittografia end-to-end).

Basterà questo ad avere comunicazioni più protette e una maggiore privacy per gli utenti?

Roberto Diacetti

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Mon, 11 Jul 2016 17:50:49 +0000 http://www.robertodiacetti.it/mc/514/1/privacy-approvato-il-regolamento-europeo-sulla-protezione-dei-dati-personali Roberto Diacetti
Hyperloop, c’è anche un po’ d’Italia nel treno del futuro http://www.robertodiacetti.it/mc/513/1/hyperloop-c-e-anche-un-po-d-italia-nel-treno-del-futuro

Il sogno di Elon Musk si unisce all’italiana Ales Tech, startup nostrana fondata da studenti dell’Università di Pisa e della Scuola Superiore Sant’Anna ed unica azienda italiana coinvolta nel progetto di Hyperloop, che potrebbe realizzare le sospensioni per il treno del futuro. Il treno del futuro permetterà di percorrere la tratta Milano-Roma in soli 25 minuti grazie ad una velocità di circa 1000 chilometri orari: una soluzione ecologica, sicura e confortevole in grado di cambiare il nostro modo di viaggiare. I ragazzi di “Ales Tech” lavoreranno con i finalisti della gara mondiale “SpaceX Hyperloop Pod Competiotion” voluta dal fondatore di SpaceX e Tesla e che produrrà entro il 2016 un prototipo completo e a grandezza naturale della capsula di trasporto; le sospensioni studiate dal team italiano serviranno a rendere confortevole il viaggio, riducendo le vibrazioni provocate dalla velocità supersonica della futura e futuribile navetta.

Elon Musk, già fondatore di Tesla, collaboratore alla creazione di Paypal e creatore del centro spaziale SpaceX, sicuramente sa come trasformare in realtà i suoi progetti. Per Hyperloop ha deciso di riprendere l’idea, non nuova, della posta pneumatica di New York di fine Ottocento dove venivano spediti barattoli lungo un tubo in assenza d’aria. Ora che la tecnologia si è evoluta, dai pacchi postali, si vuole arrivare al trasporto di passeggeri in carne ed ossa con la creazione di una capsula che si muove in un tubo a bassissima pressione, quasi sottovuoto, alla velocità di oltre mille chilometri orari, proprio grazie alla ridotta resistenza dell’aria. L’aria rimanente di fronte alla capsula viene poi convogliata verso la parte posteriore del tubo utilizzando un compressore che gli permette di raggiungere velocità incredibili a scapito di un consumo di energia elettrica minimo, anzi Hyperloop sarà in grado di generare più elettricità di quanta ne consumerà, elettricità che potrà quindi anche essere venduta. Hyperloop, inoltre, non risente neanche degli effetti degli agenti atmosferici come la pioggia e il vento in quanto può viaggiare sottoterra o in una galleria artificiale sospesa su rotaie. La sperimentazione inizierà proprio nel 2016 in California, l’inaugurazione potrebbe arrivare negli anni successivi con costi di realizzazione che vanno dai 9 ai 16 miliardi di dollari nelle previsioni dei manager, circa un settimo quindi della spesa pianificata per la tratta ad alta velocità San Francisco - Los Angeles che è oggi in costruzione. Il progetto vuole essere completato almeno per EXPO Dubai 2020 e collegherà la capitale araba ad Abu Dhabi per un percorso di 145 chilometri che, saranno attraversati in 9 minuti e 40 secondi grazie ad Hyperloop.

Roberto Diacetti

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Wed, 6 Jul 2016 18:22:39 +0000 http://www.robertodiacetti.it/mc/513/1/hyperloop-c-e-anche-un-po-d-italia-nel-treno-del-futuro Roberto Diacetti
Eur, da city di Roma a Capitale dei congressi http://www.robertodiacetti.it/mc/512/1/eur-da-city-di-roma-a-capitale-dei-congressi

A cura di Fabio Cauli

Presidente, lei è stato manager di diverse imprese prima di arrivare ad EUR SpA, anche di alcune legate a Roma Capitale. Qual è la sua esperienza? Non crede che alcune di esse potrebbero essere messe in concorrenza con i privati?

La mia personale esperienza, peraltro molto positiva nelle società a capitale pubblico, ha riguardato sia la pianificazione ed il controllo di gestione, che propriamente la gestione da Amministratore, avendo ricoperto – prima della nomina a Presidente di EUR SpA (90% MEF e 10% Roma Capitale) – il ruolo di A.d. in Risorse per Roma ed in ATAC. Per rispondere alla sua domanda, distinguerei preliminarmente le società di Roma Capitale in due categorie: quelle che gestiscono servizi pubblici locali e quelle che gestiscono attività strumentali. Per le prime, mi riferisco ad ACEA, settore energia ed acqua, ad ATAC, settore trasporti, ad AMA, settore nettezza urbana e rifiuti, che gestiscono servizi pubblici locali; poi ci sono quelle che governano attività strumentali e sono sostanzialmente cinque: Risorse per Roma, Roma Metropolitane, Zetema, Roma servizi per la mobilità ed Aequa Roma, a cui aggiungerei Farmacap. ACEA è già quotata nei mercati regolamentati, mentre per ATAC ed AMA, in prospettiva, vedrei un ingresso sul mercato in partnership con il capitale privato, che può entrare nel capitale sociale. Atteso ciò, è di tutta evidenza che per fare in modo che i privati intervengano con capitale proprio in un’impresa controllata dal capitale pubblico occorra creare le condizioni per renderle attrattive: un conto economico ed uno stato patrimoniale positivi. Ebbene, oggi sia ATAC che AMA non sono evidentemente in queste condizioni. La strada da percorrere ritengo, quindi, sia quella di prevedere un risanamento di medio periodo (2-3 anni) e poi immaginare una privatizzazione. Discorso diverso per le attività strumentali, che possono essere realizzate con risorse interne all’Amministrazione. Mi spiego: oggi ci sono circa 3 mila dipendenti nelle 5 società (più 250 di Farmacap) che operano in attività in ogni caso “sensibili”. Ciò posto, ad esempio, sarebbe pensabile che il condono edilizio di Roma venga gestito da un privato? Questi i temi su cui vale la pena di riflettere, anche se di fatto ai cittadini importa che il meccanismo funzioni con risultati di efficienza, sia in termini di costi che di tempi, riferendomi alle pratiche velocemente smaltite. Questo è vero in generale. Ci sono alcune attività, tuttavia – il settore urbanistico è uno di questi – in cui dati ed informazioni, oltre alla gestione di procedure autorizzative, è sensato che siano gestiti dal pubblico, che dovrebbe essere garanzia di indipendenza. Questo a patto, naturalmente, che siano stabiliti e fatti rispettare dei parametri, con riferimento alla produttività del personale e al suo costo. In estrema sintesi, fatte salve le singole specificità, direi che per le società che gestiscono i servizi pubblici locali, dopo la imprescindibile fase di risanamento, dovrebbe esservi la prospettiva di aprirsi al mercato; per le altre occorre comprendere se i risultati raggiunti siano accettabili, implementabili o si debba cambiare rotta

Lei è Presidente di EUR SpA. Come l’ha trovata e qual è l’attuale stato di salute della società?

La società ha una storia importante, lunga 80 anni. Nel tempo, grazie ad un patrimonio immobiliare significativo e a una gestione che ha spesso prodotto utili, è stata sostanzialmente riconosciuta come motore di sviluppo del quadrante sud della Capitale. Il nostro compito da amministratori è oggi quello di traghettarla verso un nuovo modello di business, con una rinnovata visione. Guardare al futuro, certamente con attenzione rispetto alla gestione societaria, ma al contempo dare risposte alle nuove esigenze della città, come è il turismo congressuale.
In questo senso, la nostra sfida è guardare al passato, sapendo che la gestione patrimoniale resta evidentemente un tema core, ma con accanto una nuova mission; la più importante è quella congressuale con il completamento dell’asset della Nuvola, progettata da Fuksas. Il nuovo Centro Congressi si aggiunge al Palazzo dei Congressi, al Salone delle Fontane, allo Spazio Novecento e prossimamente al Palazzo dello
sport per costituire un vero e proprio distretto congressuale.

Quando finiranno i lavori alla “Nuvola”?

Tra pochi giorni annunceremo la data della sua inaugurazione. A Roma il turismo congressuale è molto limitato perché ospitato in strutture alberghiere o nell’Auditorium Parco della Musica. Con la “Nuvola”, che è già un landmark per Roma, andremo a breve a collocarci in un mercato internazionale molto ricco, per competere armi pari con Milano, Rimini, Barcellona, Londra, Boston.
La nostra idea, considerando che siamo a 7 fermate di metropolitana dal Colosseo, è quella di far vivere la Nuvola anche al di fuori del sistema congressuale, proprio grazi al suo inserimento in un quartiere attrattivo quale è l’EUR. In 2 miglia quadrate noi daremo la possibilità ad un congressista di seguire i lavori della convention, di visitare un museo, di andare a mangiare in un bel ristorante, di fare jogging nel parco, di intrattenersi con la famiglia nel nuovo Luneur o all’Acquario.

Come risolvere il problema del parcheggio?

Ci sono circa 600 posti auto sotto la Nuvola e stiamo lavorando ad un bando in project financing sotto piazza Sturzo per completare la dotazione di parcheggi standard. Siamo consapevoli, comunque, dell’esigenza di migliorare il piano della sosta. Ragion per cui abbiamo aperto un tavolo di lavoro con l’Agenzia della Mobilità, competente in materia, per trovare risposte di lungo periodo, guardando anche al futuro contesto olimpico. Essendo l’EUR cluster olimpico – qui si potrebbero tenere diverse discipline: al Palaeur la pallavolo, al Laghetto il triathlon, alle Tre Fontane l’hockey su prato – in questo quadro sarebbe auspicabile un intervento più incisivo sulla mobilità.

Gli altri progetti in cantiere?

Dallo stato dei lavori e dalle indicazioni dei concessionari, entro la fine del 2016 saremo in grado di inaugurare il nuovo Luneur e l’Acquario al Laghetto. Queste opere nascono in concessione a privati, spesso dopo un periodo lungo e travagliato. Adesso possiamo finalmente dire che si vede la luce dell’ultimo miglio. In proposito, amplieremo a breve l’offerta per cittadini romani (e non solo) anche nel comparto dell’intrattenimento. 

Quale rapporto avete con i francesi che hanno preso in affitto il Colosseo Quadrato?

Chiudere il contratto con la Maison Fendi fu una grandissima intuizione del mio predecessore Pierluigi Borghini. L’operazione ha funzionato perché, dopo il restauro, ha portato valore aggiunto: oggi il Colosseo Quadrato gode di un’illuminazione artistica davvero affascinante, visibile a tutti i cittadini, oltre che ai grandi buyer di Fendi presenti all’EUR. Questo anche il senso dell’operazione, che vorremmo replicare, facendo così conoscere questo quadrante della città nel mondo. L’EUR non sarà dunque solo un quartiere di uffici, ma un quartiere cool e alla moda, ricco di appeal e attrazioni.

Oltre alla Nuvola che cosa accadrà in futuro?

Di recente abbiamo stipulato un accordo con ENEL e l’università La Sapienza per sperimentare qui il tema della mobilità elettrica. Lavoriamo sul risparmio energetico, per fare dell’EUR anche un quartiere green dove circoleranno scooter elettrici; sono temi innovativi e sperimentali, che ci impegneremo a sviluppare.

acerweb.it - Rivista Costruttori Romani

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Tue, 28 Jun 2016 16:48:36 +0000 http://www.robertodiacetti.it/mc/512/1/eur-da-city-di-roma-a-capitale-dei-congressi Roberto Diacetti
Alla scoperta dei misteri di Palenque http://www.robertodiacetti.it/mc/504/1/alla-scoperta-dei-misteri-di-palenque

Adoro viaggiare ed una delle zone che preferisco è l’America Latina. Tra i luoghi sicuramente più interessanti di questo territorio c’è la città preispanica di Palenque, patrimonio dell’Umanità, situata in Messico nella regione del Chiapas a circa 3000 metri di altitudine. Un luogo che risulta affascinante per molteplici motivi: naturalistici, storici, architettonici e sopratutto per gli amanti del mistero. La natura è rigogliosa, la foresta tropicale con la sua vegetazione fittissima, i fiori, gli uccelli, le scimmie, il fiume Usumacinta che crea un clima particolare con nebbie fitte, hanno nascosto queste costruzioni per secoli ed ancora oggi in gran parte la zona è inesplorata. Attraversala per giungere, infine, alla radura disboscata dove sorgono i templi e le piramidi ci trasporta in un luogo che potrebbe richiamare il set di un film come “Indiana Jones”.

La storia di Palenque, che dai Maya veniva chiamata LaKamHa (grandi acque), iniziò nel 100 a.C. ma raggiunse il periodo di massimo splendore tra il 615 e il 683 durante il regno di Pakal. Alla sua morte la città continuò a prosperare per altri due secoli, ma, e questo è uno dei tanti misteri, fu poi abbandonata senza che se ne possa scoprire il motivo. Certo non ci furono eventi naturali disastrosi, di cui non c’è traccia negli edifici, né invasioni di altri popoli. Quello che è certo è che la foresta coprì interamente la zona e gli edifici per secoli. I conquistadores spagnoli scoprirono qualcosa del sito, ma non lo esplorarono, solo il frate domenicano Pedro Lorenzo de la Nada, nel 1567, creò una piccola città nei pressi del sito e la chiamò Palenque (che prese il nome probabilmente dalla palizzata che la circondava). Bisogna giungere al 1773 per arrivare alle prime esplorazioni, ai primi studi e alle prime foto nel 1858. Il boom delle esplorazioni si ebbe però nel secolo scorso con la scoperta del Tempio delle iscrizioni (620 in tutto) situato sopra una piramide alta 65 metri, formata da nove gradini, che si pensa corrispondano ai nove mondi religiosi dei Maya. Nel 1952 l’archeologo Alberto Ruiz Lhuillier stava effettuando dei restauri all’interno della piramide e scoprì una lastra con alcuni cunei rimovibili e sollevatola rinvenne una scala che scendeva nel cuore della piramide stessa. Occorsero tre anni per rimuovere i detriti che la riempivano, al di sotto un corridoio e due muri, al di là di essi una grande sala con bassorilievi alle pareti ed al centro un grande sarcofago di pietra rossa coperto da una lastra (pesante 5 tonnellate) interamente coperta da bassorilievi. Al suo interno un cadavere con il volto coperto da una meravigliosa maschera di giada, l’uomo alto m.1,73 presenta, però, rispetto ai Maya, notevoli differenze. I Maya non erano più alti di un metro e mezzo ed avevano l’abitudine di deformare il cranio dei bambini che, quindi, risultava più allungato, mentre lo scheletro presenta un cranio normalissimo. Anche i suoi denti sono perfetti, cosa non usuale nell’epoca. I bassorilievi del coperchio hanno poi suscitato numerose ipotesi. Verso la fine degli anni sessanta lo scrittore svizzero Erich Von Daniken scrisse, nel suo libro “Ricordi del futuro” che la lastra di Palenque sarebbe la testimonianza di una visita che una civiltà aliena avrebbe svolto sul pianeta terra in tempi antichi. Il bassorilievo sembra, infatti, ritrarre un uomo all’interno di quella che potrebbe sembrare una capsula spaziale, intento a tirare leve e pigiare bottoni. Nella parte posteriore della rappresentazione vi è una struttura che può ricordare un motore da cui fuoriescono fiamme. Questa tesi affascinante fu propagata in Italia anche dallo scrittore Peter Kolosimo e sembrava spiegare vari misteri del mondo Maya e di altre antiche civiltà. Però numerosi altri studiosi hanno confutato questa ipotesi, notando che il volto dell’uomo del bassorilievo presenta i tratti somatici dei Maya ed è vestito di un perizoma. Nel 1974 un congresso di studiosi interpretò il simbolismo della stele di Palenque attribuendole un significato spirituale ed identificando uno ad uno i diversi simboli che si intrecciano nella rappresentazione: dall’uccello sacro Quetzal, al serpente a due teste, ad un albero cruciforme che rappresentava l’albero della vita con le radici nel passato (il mondo dei morti) e la sommità verso l’alto cioè il futuro, il luogo dove ha inizio la nascita e la rinascita. Oltre a questi glifi vi è anche quello che raffigura il Dio della morte ed uno che rappresenta l’ingresso al regno dei morti, al centro e dominante è, però, la figura che dovrebbe rappresentare il Pakal nel suo viaggio verso gli inferi.

Qualsiasi tesi ci affascini vale comunque la pena programmare un viaggio per vedere con i propri occhi un luogo così affascinante e misterioso.

Roberto Diacetti

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Sat, 25 Jun 2016 16:46:37 +0000 http://www.robertodiacetti.it/mc/504/1/alla-scoperta-dei-misteri-di-palenque Roberto Diacetti
Da Asimov alla Foxcoon, come i robot stanno cambiando il mondo del lavoro http://www.robertodiacetti.it/mc/511/1/da-asimov-alla-foxcoon-come-i-robot-stanno-cambiando-il-mondo-del-lavoro

Una notizia letta sui giornali, che parlava dei 60.000 posti di lavoro persi nella grande società cinese Foxconn, società famosa nel mondo per la produzione della maggior parte dei prodotti Apple e di altri importanti aziende, non per carenza di lavoro, ma perché gli operai sono stati sostituiti dai robot, ha suscitato il mio interesse, ed ho voluto approfondire l’argomento. Ho scoperto, così, che già da diversi anni si levano, da un lato, grida di allarme con scienziati che ipotizzano per il 2045 la perdita del 50% di posti di lavoro e conseguente disoccupazione umana e, dall’altro, voci di scienziati che pensano ad un futuro scenario positivo in cui i robot saranno nostri colleghi di lavoro, togliendoci le mansioni più pesanti e ripetitive e liberando ancor più la nostra creatività. Il pericolo della perdita di posti di lavoro non deve essere, però, sottovalutato perché già da ora l’avanzamento tecnologico sta causando la perdita di molti posti, si pensi, ad esempio, ai caselli autostradali dove gli addetti sono ormai quasi del tutto assenti. Già ora la rivoluzione informatica ha diminuito il bisogno di impiegati in molti settori da quello bancario (si pensi al Bancomat) a quello degli studi professionali. Si teme che, con la quarta rivoluzione industriale, come è definito l’avvento dei robot, si perderanno circa 7 milioni di posti di lavoro, però se ne creeranno 2 milioni con le nuove competenze che si renderanno necessarie, ma il saldo sarà comunque negativo. Questo tema è stato trattato al World Economic Forum di Davos e sviluppato anche in occasione dell’incontro dell’Associazione per l’avanzamento della scienza, tenutasi a Washington. Particolarmente allarmanti sono state le affermazioni del professore di Computer Science Moshe Vardi della Rice University di Houston. Egli ha affermato che entro pochi anni le macchine saranno in grado di superare le prestazioni umane in quasi tutti i compiti lavorativi e questo, oltre alla disoccupazione, lascerà troppo tempo libero agli uomini con effetti negativi sulla loro psiche. Le sue previsioni non sono, però, condivise da tutti gli scienziati. In particolare il professor Filippo Cavallo, esperto di robotica sociale della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, afferma che la mente umana, ancora per tanto tempo, offrirà prestazioni più avanzate di qualsiasi macchina e gli uomini saranno i creatori, programmatori e manutentori di tutti i robot che si creeranno, insomma gli scenari apocalittici di film dove i robot prendono il controllo dell’umanità, come nella serie “Terminator”, non arriveranno sicuramente a breve.

Già ora, società come Google, Facebook, Ibm e Microsoft stanno investendo miliardi di dollari l’anno nell’automazione. Si pensi alle “Google Cars”, auto che si guidano da sole (prototipi girano già funzionanti all’interno dei centri della società di Mountain View) o all’albergo giapponese gestito dai robot. Si chiama Henn-na-hotel e si trova a Sasebo, all’interno di un parco divertimenti. Alla reception si trovano tre robot (uno con aspetto umano, un dinosauro e un robot-robot) ed anche all’interno dell’hotel parecchie funzioni sono svolte tramite software specifici. In via di sperimentazione un fattorino robot in grado di consegnare pacchi ai destinatari di una zona; già pronto Tally, il robot creato da una startup della Silicon Valley, progettato per lavorare nei grandi magazzini, controllando fino a 15.000 oggetti l’ora, verificandone la quantità e il prezzo corretto. Tra i robot più interessanti c’è un prototipo simile ad un grosso ragno che permetterebbe di seminare rapidamente grandi superfici ed in grado di comunicare costantemente con altri robot simili per organizzare al meglio il lavoro. Ancora più utile potrebbe rivelarsi un robot sviluppato in un laboratorio dell’Università di Zurigo, Roboy, un ragazzo robot che sarà in grado di aiutare anziani e disabili in alcune attività. Se si fa un giro sui siti specializzati si rimane stupefatti dal constatare quanto già siano vari ed utilizzati nei campi più diversi i robot, dall’agricoltura all’odontoiatria, alle riabilitazioni. A Tokyo per esempio, è stato creato un robot dalla sembianze umane per consentire agli allievi dentisti di esercitarsi. Senz’altro prezioso si potrà rivelare un robot che, se applicato ad un arto paralizzato, potrà permetterne il movimento. Pertanto, già siamo in un mondo di robot e per non trovarci impreparati rispetto al loro sviluppo futuro sarà necessaria un’attenta programmazione anche nel campo dell’istruzione per indirizzare gli studenti verso quelle attività che saranno richieste proprio per lo sviluppo della robotica, sarà necessario inoltre rivedere i modi stessi dell’educazione.

Era solo il 1950 quando Isaac Asimov scriveva le sue storie di robot dal cervello positronico (il cui pensiero consiste in un flusso fulmineo di positroni) legato in maniera inalienabile alle tre leggi della robotica (1 - un robot non può recar danno ad un essere umano, 2 - un robot deve obbedire agli esseri umani purché tali ordini non contravvengano alla prima legge, 3 - un robot deve proteggere la propria esistenza, purché questa autodifesa non contrasti con la prima o con la seconda legge). La visione di Asimov ci porta al tema dell’interazione fra il genere umano, i robot e la morale in un mondo dove, con tutte le sue contraddizioni e falle, i robot sono diventati dei normali articoli domestici, alla portata di tutti. Quella della robotica è una scommessa futura, sarà comunque l’uomo che dovrà indirizzare il suo lavoro verso nuove opportunità.

Roberto Diacetti

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Fri, 24 Jun 2016 17:16:33 +0000 http://www.robertodiacetti.it/mc/511/1/da-asimov-alla-foxcoon-come-i-robot-stanno-cambiando-il-mondo-del-lavoro Roberto Diacetti
TTIP http://www.robertodiacetti.it/mc/509/1/ttip

Since the ‘90s there has been a discussion about a regulatory simplification in order to facilitate transatlantic trade. The United Stated realized that they had to increase any kind of relations with the old continent. The European Union (EU) aligned with the United States’ willingness after the adoption of a new trade and investment strategy by the European Commission. This new approach to trade and investments originates from Europe's excellent trade track record. More than 30 million jobs already depend on exports outside the EU (Source DG Trade).

This new strategy is at the basis of the negotiations for the Transatlantic Trade and Investment Partnership, TTIP, officially started in July 2013. The TTIP is an agreement between the European and the U.S markets in order to create a new free trade area, FTA. More specifically, the Partnership aims at removing the highest number of barrier (both tariff and no-tariff) and boosting economic growth of the two areas, which constitute almost half of the global GDP.

If approved as it is formulated today, the TTIP would have 24 chapters, divided into 3 parts. It would aim at:

  • bettering access to the US market for EU companies;
  • cutting red tape and costs while upholding the EU's strict levels of protection for people and the environment, as suggested by the European Union;
  • setting new rules to make it easier and fairer to export, import and invest with a particular focus on workers’ rights and the protection of the environment (Source DG Trade)

Since the beginning of TTIP negotiations, harsh criticism and protest movements have been registered against the agreement.  TTIP is considered only as a geopolitical bloc against the People’s Republic of China, Brazil and India, which create a market led by technical bodies and not by democratic governments. Examples of such bodies are the so-called Investor-State-Dispute-Settlement (ISDS) and the Regulatory Cooperation Council. In particular, the latter is composed of experts nominated by the European Commission and the United States who will allow representatives of big business and bureaucrats from both sides of the Atlantic to influence draft laws on brands, trade rules, job contracts and security standards. TTIP is also criticized because its negotiations are allegedly conducted in secret. Furthermore, some consider that TTIP will endanger workers’ rights and jobs, as well as the environment.

Within the Italian scenario, huge reticence especially comes from agro-alimentary trade unions. Although they are aware of TTIP’s potential advantages, however they fear that the agreement could have a negative impact on the protection of brands and geographical indications. On various occasions, during parliamentary hearing in the Committee for European Union Policies of the Chamber of Deputies, representatives of Confagricoltura, Copagri, Coldiretti and Slow Food Italia have pointed out risks for the Italian production chain – mainly based on small enterprises – and for the potential lack of adequate brands protection (Source eunews). Therefore, there is a shared fear that TTIP creates economic advantages only for highly competitive and structured enterprises – such as those of the United States – at the expense of small and quality production largely widespread in Italy. 

The last round of negotiations – the XIII round -   was concluded on 29 April. It made progress in the regulatory field, in the Small and Medium Enterprises field and in the non-tariff barriers field (Source Conclusion of the 13th TTIP Negotiation Round - 29 April 2016.   

The next round will take place before the summer break, probably in July. The European Commission has set to conclude TTIP negotiations by the end of 2016. This is an ambitious objective, which is supported by the Italian Government. Negotiators intend to achieve this objective, approving a comprehensive and balanced agreement between the United States and the European Union. However, once TTIP is adopted, the final decision comes with a double democratic guarantee: it is up to EU Governments and Members of the European Parliaments (MEPs).

Let’s hope there will be wide national consensus among the majority of Member States.

Roberto Diacetti

 

Source DG Trade
http://ec.europa.eu/trade/policy/in-focus/new-trade-strategy/

Source DG Trade
http://ec.europa.eu/trade/policy/in-focus/ttip/about-ttip/contents/

Source “Conclusion of the 13th TTIP Negotiation Round - 29 April 2016”
http://trade.ec.europa.eu/doclib/docs/2016/april/tradoc_154480.pdf

Source eunews
http://www.eunews.it/2015/11/05/ttip-agricoltori-italiani/44597

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Mon, 20 Jun 2016 17:01:57 +0000 http://www.robertodiacetti.it/mc/509/1/ttip Roberto Diacetti
TTIP http://www.robertodiacetti.it/mc/508/1/ttip

L’idea di una semplificazione normativa che facilitasse il commercio transatlantico nasce già negli anni ‘90, durante i quali gli Stati Uniti capirono che avrebbero dovuto intensificare i rapporti con il vecchio continente. Questa idea è stata tradotta in azioni concrete accolte dall’Unione europea (UE) a seguito della formulazione da parte della Commissione europea di una nuova strategia per il commercio e gli investimenti. La nuova strategia ha preso spunto dai notevoli risultati commerciali dell'Europa che attesta che più di 30 milioni di posti di lavoro dipendono ormai dalle esportazioni al di fuori dell'UE (fonte DG Trade).

Questa nuova strategia è alla base dei negoziati per il TTIP, acronimo di Transatlantic Trade and Investment Partnership, iniziati nel luglio del 2013 e ancora in corso. Si tratta di un accordo fra i due mercati, quello europeo e quello statunitense, al fine di creare una nuova FTA (free trade area) per rimuovere il maggior numero di barriere, tariffarie e non, e intensificare la crescita economica delle due aree che rappresenterebbero, insieme, quasi la metà del PIL mondiale.

Qualora venisse approvato nella sua forma attuale, il TTIP conterebbe 24 capitoli, divisi in 3 parti. Così formulato, l’accordo mirerebbe al conseguimento di tre obiettivi: migliorare l’accesso al mercato statunitense per le imprese UE; ridurre gli oneri burocratici e i costi pur mantenendo alti gli standard di protezione delle persone e dell’ambiente, così come previsto dall'Unione Europea; rendere più agevole ed equo esportare, importare e investire tramite la formulazione di nuove norme che abbiano un focus particolare sulla tutela dei diritti dei lavoratori e dell’ambiente (Fonte DG Trade).

Dall’inizio dei negoziati sul TTIP, diverse sono state le critiche mosse nei confronti di questo accordo e i movimenti di protesta costituitisi contro la sua eventuale approvazione.

Alcuni criticano l’accordo sostenendo che esso, in realtà, mira solo a creare un blocco geopolitico tra Stati Uniti e UE, volto a fare da contrappeso a Paesi come la Repubblica Popolare Cinese, l’India e il Brasile creando un mercato tra le due sponde dell’oceano le cui caratteristiche non sono modellate da governi democratici, ma da organismi tecnici sovranazionali. Tra questi, il Meccanismo di Protezione degli Investimenti (Investor-State Dispute Settlement – ISDS) e il Regulatory Cooperation Council, un organo dove esperti nominati della Commissione europea e del ministero statunitense competente valuterebbero l’impatto commerciale di marchi, norme, etichette, contratti di lavoro e standard di sicurezza

Altri si focalizzano sulla scarsa trasparenza del processo negoziale. Altri ancora temono che il TTIP porti benefici solo alle multinazionali e non ai cittadini, abbassando il livello di tutela dei diritti dei lavoratori e degli standard di protezione ambientale.

All’interno dello scenario italiano, le maggiori reticenze nei confronti del TTIP arrivano soprattutto dalle associazioni di categoria del comparto agroalimentare che, seppur intravedendo potenziali benefici nell’approvazione dell’accordo commerciale, tuttavia temono che il TTIP possa avere un impatto negativo sulla tutela dei marchi e delle indicazioni geografiche nazionali. In varie occasioni, durante audizioni in seno alla Commissione Politiche dell’UE della Camera dei Deputati, esponenti di Confagricoltura, Copagri, Coldiretti e Slow Food Italia hanno espresso i loro timori sulle conseguenze dell’eventuale approvazione del TTIP con particolare riferimento ai rischi per la filiera italiana, basata principalmente sulle piccole imprese, e all’eventuale mancanza di un’adeguata protezione dei marchi (Fonte eunews). Si teme dunque che i benefici economici dell’accordo commerciale in questione diventino appannaggio di produzioni altamente strutturate e competitive (come quelle statunitensi) a scapito delle piccole produzioni di qualità largamente diffuse in Italia.

L’ultimo round di negoziati, il XIII, è stato concluso lo scorso 29 aprile e ha portato ad un avanzamento dei negoziati nell’ambito della regolamentazione degli scambi, del sostegno alle Piccole e Medie Imprese e delle barriere tariffarie (Fonte Conclusion of the 13th TTIP Negotiation Round - 29 April 2016)

Il prossimo round si terrà prima della pausa estiva, molto probabilmente a luglio. La Commissione europea si è prefissata di concludere i negoziati prima della fine del 2016. Un obiettivo ambizioso, appoggiato dal Governo italiano, che vuole essere raggiunto con un testo di accordo completo e bilanciato sia per gli Stati Uniti, sia per l’Unione europea. Una volta concluso l’accordo, la decisione finale spetterà ai governi dell’UE e agli eurodeputati (non alla Commissione) sulla base del duplice meccanismo di garanzia democratica. L’auspicio è che, a livello nazionale, si coaguli ampio consenso in tal senso nella maggior parte degli Stati membri.

Roberto Diacetti

 

Fonte DG Trade
http://ec.europa.eu/trade/policy/in-focus/new-trade-strategy/

Fonte DG Trade
http://ec.europa.eu/trade/policy/in-focus/ttip/about-ttip/contents/

Fonte “Conclusion of the 13th TTIP Negotiation Round - 29 April 2016”
http://trade.ec.europa.eu/doclib/docs/2016/april/tradoc_154480.pdf

Fonte eunews
http://www.eunews.it/2015/11/05/ttip-agricoltori-italiani/44597

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Mon, 20 Jun 2016 16:58:12 +0000 http://www.robertodiacetti.it/mc/508/1/ttip Roberto Diacetti
Europa al top negli investimenti immobiliari stranieri, l’Italia è al settimo posto http://www.robertodiacetti.it/mc/506/1/europa-al-top-negli-investimenti-immobiliari-stranieri-litalia-e-al-settimo-posto

Non cala l’attrattiva da parte degli investitori stranieri per il mercato immobiliare europeo. Ad inizio 2016 lo studio “Around the world in dollar and cents” (pubblicato da Savills) aveva già confermato la quota di 183 miliardi di dollari investiti in beni immobiliari all’interno del vecchio continente, di questi capitali il 63% proveniva da fuori Europa, con gli americani al top della lista con un investimento di 75 miliardi di dollari, seguiti da europei con 68 miliardi, asiatici a 24 miliardi ed infine l’investimento da parte del Medio Oriente per 16 miliardi di dollari.

Un’attrattiva così grande quella dell’Europa dettata da molte opportunità interessanti e da una vasta gamma di investimenti possibili, in un’ampia varietà di mercarti diversi, dovuti a cambiamenti economici, sociali e demografici: potendo gli investitori, infatti, sia interessarsi alle grandi capitali europee, sia agli asset stressati o value-add di Spagna, Grecia o Italia. I primi tre mercati indicati come i più attraenti nel 2016, per quanto riguarda gli investimenti nel “mattone”, sono stati Germania, Regno Unito e Spagna; l’Italia è al settimo posto in questa classifica di preferenze degli investitori (secondo la “Emea investor intentions survery di Cbre). Sono invece Qatar, Stati Uniti, Russia, Turchia e Cina i Paesi maggiormente attratti dal mercato italiano con investimenti cumulativi, in tre anni, di oltre 11 miliardi di euro.

Milano si posiziona oggi all’ottavo posto nella classifica delle città europee più attraenti per gli operatori immobiliari (grazie anche alla prospettiva di una maxi riconversione dell’areaExpo), mentre per tasso degli investimenti è seconda. La seconda città italiana che troviamo in classifica, dopo Milano, è Roma, dimostrando, quindi, dopo quasi otto anni di crisi, forti segnali di ripresa nel settore immobiliare italiano. Dall'analisi elaborata dall’ufficio studi di Sorgente Sgr (in collaborazione con Federimmobiliare e il patrocino di Assoimmobiliare) si registra nel 2015 un aumento del 3,7% nel numero di compravendite nel comparto residenziale, una crescita del 3,3% nel mercato direzionale ed, infine, un settore commerciale ancora altalenante. La crescita del giro d’affari del settore alberghiero italiano invece si attesta ad un +10% rispetto al 2014, con grandi investimenti specialmente nelle città di Milano, Roma, Firenze, Venezia e Torino.

I fondi immobiliari si confermano, quindi anche quest’anno, il più importante portafoglio privato degli investitori istituzionali italiani e anche, e sopratutto, stranieri. 

Roberto Diacetti

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Thu, 16 Jun 2016 18:21:36 +0000 http://www.robertodiacetti.it/mc/506/1/europa-al-top-negli-investimenti-immobiliari-stranieri-litalia-e-al-settimo-posto Roberto Diacetti
Mobilità ciclabile è mobilità sostenibile http://www.robertodiacetti.it/mc/505/1/mobilita-ciclabile-e-mobilita-sostenibile

Il problema ambientale è sempre più sentito e fonte di preoccupazione per la salute del pianeta. Tra i molti fattori di rischio uno preponderante è quello causato dai trasporti sia a lungo raggio sia nelle aree urbane. La massa dei veicoli, specialmente quelli privati, ha effetti molto negativi: inquinamento atmosferico, emissioni di gas serra. Nelle città aumenta l’inquinamento acustico e il numero degli incidenti causato dalla congestione del traffico.

In considerazione di questo ritengo molto interessante parlare di mobilità sostenibile ovvero di quelle modalità di spostamento in grado di diminuire gli impatti ambientali, sociali ed economici del trasporto pubblico e privato. Perché si attui una mobilità sostenibile si richiede, però, un impegno da parte delle amministrazioni che debbono, con i loro interventi, favorire la mobilità alternativa incentivandone le varie modalità di spostamento: a piedi, in bici, con i mezzi pubblici ed ottimizzando il trasporto privato.

Dalle esperienze compiute in diverse città si è visto che si sono avuti buoni risultati solo quando si è attuato un mix ottimale, perché applicato in maniera integrata, dei vari mezzi di trasporto. Questo deve essere basato su un Piano Urbano della Mobilità elaborato dalle amministrazioni e che incentivi il trasporto pubblico locale, lo sviluppo della mobilità pedonale (pediplan - pedibus), lo sviluppo della mobilità ciclabile (biciplan - bici pubbliche condivise), si deve, inoltre, diminuire il numero di lavoratori - pendolari attraverso il telelavoro.

L’argomento può essere esaminato sotto vari aspetti, in questo articolo intendo approfondire, per ora, l’aspetto della mobilità ciclabile. Con questo termine si intende l’uso della bici per il trasporto urbano (non per motivi turistici), essenzialmente dai luoghi di abitazione ai luoghi di lavoro. Questo tipo di trasporto è molto diffuso nelle nazioni del Nord Europa, dove raggiunge il 30% e, in Olanda, il 50%. In Italia è ancora poco diffuso, salvo in alcune città dell’Emilia Romagna. La mobilità ciclabile presenta, invece, molti aspetti positivi, specialmente sulle medie distanze (5-10 km), risulta veloce, comoda, economica (consente a chi la usa al posto dell’auto un notevole risparmio che potrà poi essere indirizzato per altri usi, favorendo anche il commercio), ma l’aspetto più positivo è quello ecologico, la bici è il mezzo più “pulito” ed è, inoltre, benefica per la salute di chi la usa. Le piste ciclabili, per essere veramente efficienti, debbono formare una rete che copra l’intera area urbana collegando centro e periferia e i diversi quartieri tra loro. Inutili (o quasi) i brevi tratti ciclabili che non si collegano ad altri, è necessaria, invece, la continuità delle piste anche nelle intersezioni, negli incroci con appositi sottopassi o soprapassi. In molte città si tende a creare piste separate dalle strade destinate al flusso veicolare, e questa è l’opzione migliore, ma non è sempre realizzabile in tutte le situazioni.

Si può incentivare la mobilità ciclabile anche gestendo la viabilità ordinaria con la limitazione del traffico auto, (ZTL, zone 30, zone ciclopedonali) si debbono porre ostacoli alla velocità delle auto, favorendo invece le bici dando, ad esempio, la possibilità di aggirare i sensi unici (percorrendoli al contrario), di girare a destra anche con il semaforo rosso, in modo da rendere i percorsi più lineari e veloci. Questo già accade in Germania ed Olanda dove i ciclisti sono privilegiati nell’utilizzo delle strade. Come ho detto la bici è ottima per brevi distanze, se si debbono percorrere tratti più lunghi è necessario il trasporto internodale, che consenta di usare i mezzi pubblici trasportando la bici (se pieghevole il trasporto è gratuito) o realizzando dei parcheggi appositi dove il mezzo possa essere assicurato ad un cavalletto inamovibile e, se possibile, coperto. Per lunghe distanze si sono create (ancora in Danimarca ed Olanda, certo favorite dal loro essere completamente pianeggianti) delle superstrade ciclabili, in Italia l’unica pista ciclabile extraurbana è quella che va da Milano a Pavia, si sta, però, cercando di incentivare questo mezzo di trasporto (a Roma ci sono progetti per cercare di creare una rete ciclabile lunga 45 km e che tocchi tutte le zone della città).

Diversa è la ciclabilità turistica che crea percorsi meno diretti a favore del paesaggio in luoghi che possono offrire motivi di attrazione per i turisti. Nei paesi in via di sviluppo la bici è ancora il mezzo principale per permettere la mobilità. Come già detto serve un’adeguata pianificazione (in molte città manca il Biciplan, il piano della mobilità ciclabile). L’Italia, che è ancora agli inizi, potrà prendere esempio dalle soluzioni già adottate in Europa, servono interventi legislativi ed anche nel codice della Strada indicazioni più precise sui diritti e doveri dei ciclisti. Alcune critiche su questo tipo di mobilità sono vere: il numero di incidenti che coinvolge i ciclisti è alto, perché la bici non offre protezione a chi la usa, ma si potrebbe ovviare con i flussi differenziati, non protegge neanche dalle intemperie, però viene ugualmente usata nei Paesi molto più freddi del nostro, dove le piste sono mantenute pulite ed efficienti anche durante le nevicate. È, comunque, in aumento il numero di ciclisti che si uniscono in associazioni, in Italia esiste la FIAB (Federazione Italiana Amici della Bicicletta) e si spera che possa diventare sempre più sicuro e comodo l’uso di questo mezzo di trasporto a beneficio di tutti. 

Roberto Diacetti

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Wed, 15 Jun 2016 16:50:51 +0000 http://www.robertodiacetti.it/mc/505/1/mobilita-ciclabile-e-mobilita-sostenibile Roberto Diacetti
Minibond, investire in Italia per aiutare le piccole e medie imprese http://www.robertodiacetti.it/mc/503/1/minibond-investire-in-italia-per-aiutare-le-piccole-e-medie-imprese

Da un’idea semplice nascono, per tutte quelle piccole e medie imprese (PMI) che hanno necessità di credito e per un mercato del risparmio che ha bisogno di rendimenti, i “minibond” ossia titoli obbligazionari emessi da piccole e medie imprese d’eccellenza (anche non quotate in Borsa ma desiderose di raccogliere capitali sul mercato) che così possono avere un canale complementare di finanziamento per la crescita aziendale oltre a quello fornito dal credito bancario.

Introdotti nel 2012 con il Decreto Sviluppo e successivamente perfezionati con altri interventi normativi come il Decreto Destinazione Italia del 2013, i minibond godono di un adeguato trattamento fiscale e della possibilità di essere negoziati in un sistema multilaterale e non esclusivamente in un mercato regolamentato. L’emittente che vuole emettere i minibond deve soddisfare determinati requisiti dimensionali ed economici: ad esempio non deve appartenere al settore bancario o essere una “micro impresa” (ossia quelle aziende con meno di 10 dipendenti eo un fatturato o totale dell’attivo inferiore ai 2 milioni di euro). É necessario, inoltre, per l’emissione dei minibond sia che la società abbia avviato l’attività da almeno due anni, sia che possieda un buon bilancio ed un buon progetto di business. Caratteristiche principali dei minibond sono la durata non inferiore a 36 mesi, l’essere destinati alla sottoscrizione esclusivamente tra investitori professionali (istituzionali e privati qualificati ai sensi MiFID/Consob) e la possibilità di dematerializzazione dei titoli e di quotazione su mercati regolamentati e sistemi multilaterali di negoziazione. Con la nascita dei minibond si permette, quindi, anche alle imprese di dimensione più ridotta di avvicinarsi al mercato delle obbligazioni, allineando le opportunità finanziarie offerte dal sistema nazionale a quelle proposte dai più avanzati sistemi finanziari europei, con l’accesso di conseguenza a nuove risorse finanziarie complementari al tradizionale canale bancario.

Nel 2015 (secondo i dati dell’Osservatorio del Politecnico di Milano), mentre sono scesi il tasso medio d’interesse sui titoli di debito e il valore medio delle emissioni, è aumentato il numero di PMI che si sono rivolte al mercato dei minibond. Per quanto riguarda il mercato in Italia, il settore più rappresentato è quello manifatturiero mentre la collocazione geografica vede prevalere le regioni del Nord. Tra i motivi fondamentali per cui le imprese ricorrono al mercato dei mini bond c’è il finanziamento della crescita interna, seguito dalla ristrutturazione delle passività, dalle strategie di crescita esterna tramite acquisizioni ed infine dall’aumento del ciclo di cassa del capitale circolante. Nel 2015 il valore totale dei minibond emessi ha superato inoltre i 7 miliardi di euro. Per il 2016 le stime per il mercato (secondo il portale www.minibonditaly.it) sono positive e si prevede che il trend continui nella stessa direzione del 2015, con emissioni di valore ancora più contenuto e a tassi di interesse più competitivi rispetto a quelli attuali, previsioni che confermano il ruolo importante dei minibond in un’ ottica di accesso al credito per le PMI in un mercato in cui il credito bancario delle stesse fatica a ripartire.

Grazie allo strumento innovativo dei minibond si allarga, quindi, il panorama degli attivi nei quali investire (secondo una stima le imprese italiane che possono accedere al mercato dei minibond sono circa 35 mila) e si dà l’opportunità agli investitori istituzionali di partecipare alla crescita delle piccole e medie imprese italiane puntando sulle capacità e sulle qualità imprenditoriali del nostro paese.

Roberto Diacetti

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Mon, 13 Jun 2016 18:51:54 +0000 http://www.robertodiacetti.it/mc/503/1/minibond-investire-in-italia-per-aiutare-le-piccole-e-medie-imprese Roberto Diacetti
Mini-bonds: invest in Italy in order to help little and medium sized enterprises http://www.robertodiacetti.it/mc/510/1/mini-bonds-invest-in-italy-in-order-to-help-little-and-medium-sized-enterprises

Starting from a simple idea, “ mini-bond” were born in order to help all little and medium sized enterprises needing credit lines and a savings market looking for remuneration. It is about obligations issued by small and medium-sized companies of excellence ( even not listed on the exchanges but desirous of collecting capitals from the market) that can have in this way an additional financing channel for their business besides the one offered by banks.

They were introduced in 2012 by the Development Decree ( Decreto Sviluppo in Italian ) and have further been improved by other normative interventions trough the 2013 Decree “ Destination Italy ” ( Destinazione Italia in Italian ). Actually, they enjoy an appropriate fiscal treatment and the chance to be negotiated in a multilateral system and not only in e regulated market. Who wants issue mini-bonds must satisfy some dimensional and economic requirements : for example it must not belong to a bank or to a “micro-enterprise”, that is a company with less than 10 employees or with a turnover lower than 2 millions euro. Moreover, it is necessary that the same company has started its activities for two years at least, that has good financial statements and a good business project. Mini-bond’s main features are : duration must not be lower than 36 months, they must strictly be subscribed among professional investors ( both institutional and public investors that are qualified in accordance with MiFID/Consob), and they must have the chance to dematerialize titles and quotations on regulated markets and multilateral negotiation systems. In this way, even smaller companies can join market of obligations using both financial opportunities offered by the national system and the ones proposed by the most advanced European financial systems. Therefore, they can enter new  financial resources which are complementary to the traditional bank channel.  

In 2015 ( according to data offered by Milan Polytech’s Observatory), average rates of interest on debt instruments and on medium value of issues have decreased, at the same time number of small and medium-sizes companies applying for mini-bonds’ market is increased. As regards Italy’s market, the most represented sector is the manufacturing one while as regards geographic placement North companies prevail. Basic reasons why companies apply for mini-bonds’ market are : financing of internal growth, assets-liabilities restructuring, strategies of external development through procurements and finally increase of cash cycle’s circulating capitals. Moreover, in 2015 total amount of issued mini-bonds has exceeded 7 billions euro. For 2016, market’s estimations ( according to the portal www.minibonditaly.it) are positive and trend is expected to still remain the same of 2015 with issues whose value will be even lower and rates of interest will be more competitive than the actual ones. These estimates confirm mini-bonds’ important role as regards small and medium-sized companies’ access to credits considering that their bank credits still struggle to start in this market.

Therefore, thanks to mini-bond’s innovation, scenario of assets on which it is possible to invest enlarges ( according to a new estimation, Italian companies that can enter market of mini-bonds are 35 thousands abt) and institutional investors have the chance to participate in development of Italian small and medium-sized companies aiming to capabilities and entrepreneurial qualities of our Country.

Roberto Diacetti

Sources:

http://it.adviseonly.com/blog/brandcorner/zenit-sgr/investimenti-che-cosa-sono-minibond/

http://www.panorama.it/economia/opinioni/minibond-domande-risposte/

http://novafund.eu/it/cosa-facciamo/minibond/cos-e-minibond

http://www.pmi.it/tag/minibond

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Mon, 13 Jun 2016 17:25:47 +0000 http://www.robertodiacetti.it/mc/510/1/mini-bonds-invest-in-italy-in-order-to-help-little-and-medium-sized-enterprises Roberto Diacetti
Finance facilities for invitations to tender and public benefits, ’Trovabando’ comes into the world http://www.robertodiacetti.it/mc/502/1/finance-facilities-for-invitations-to-tender-and-public-benefits-trovabando-comes-into-the-world

A easier life for companies has come thanks to the talent of the very Italian and very Roman startup “ Resvalue”. Thanks to its innovative product, it aims to simplify in practice entrepreneurs’ life. “ Trovabando” is, for all intents and purposes, a platform of finance facilities which is able to find, in no more than 60 seconds, invitations to tender and all regional and national public benefits available for a company.

Objective of our project – as it is stated by Marina Azzolini, Marketing Responsible person of Resvalue- is as ambitious as concrete : to bring small and medium-sized enterprises and Italian startups closer to the several facilitated devices made available by national and community laws as well as by the Italian chamber-based system. Because finance facilities must more and more rhyme with development”.

“ Trovabando”, thanks to the use of a proprietary algorithm, is able to identify all invitations to tender and public benefits ,which are online, and which are available to a company at a given moment. It matches a crossed control between the company’s preferences, its characteristics available from public sources and requirements to participate in invitations to tender and in regional and national benefits.

This fast and intuitive research is based on four points : subscribe to the portal www.trovabando.it, insert v.a.t. number and fiscal number, define objectives of research and finally choose kind of facility you are looking for. Once research is completed, user can  view from his dashboard all invitations found, download specify formats and enter  all demanded additional requirements.

David Pelilli, manager and co-founder of the company states :“We aim to facilitate Italian small and medium-sized enterprises, representing our Country’s backbone, in simply taking devices of finance facilities made available by National and Community Laws

Thus, it is no coincidence that this young startup, which was established in 2014 at Rome by a group of teachers and university researchers from Department of Business Studies of Roma Tre University, has been awarded by COTEC ( Establishment for Technological Innovation) with the reputable National price for Confcommercio’s 2015 Services Innovation in the category “ ICT in services” which is generally assigned to the best technological company of the year. Motivation of this award is that this company has developed a web platform, in the framework of business information, aiming to simplify research, intersection and verification of access requirements to all finance facilities and invitations to tender  running in Italy at a given moment. 

Roberto Diacetti

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Fri, 10 Jun 2016 18:25:41 +0000 http://www.robertodiacetti.it/mc/502/1/finance-facilities-for-invitations-to-tender-and-public-benefits-trovabando-comes-into-the-world Roberto Diacetti
Finanza agevolata per bandi ed agevolazioni pubbliche, nasce ’Trovabando’ http://www.robertodiacetti.it/mc/501/1/finanza-agevolata-per-bandi-ed-agevolazioni-pubbliche-nasce-trovabando

Vita più semplice per le imprese grazie all’ingegno della italianissima, e romanissima, startup “Resvalue” che, con il suo innovativo prodotto, si prefigge di semplificare concretamente il lavoro degli imprenditori. “Trovabando” è, a tutti gli effetti, una piattaforma di finanza agevolata capace di individuare, in non più di 60 secondi, i bandi e le agevolazioni pubbliche regionali e nazionali a cui un’impresa può accedere.

L’obiettivo del nostro progetto - afferma la responsabile Marketing di Resvalue, Marina Azzolini - è ambizioso quanto concreto, avvicinare le PMI e le Startup Italiane ai numerosi ed utili strumenti agevolativi messi a disposizione dal legislatore nazionale, comunitario e dal sistema camerale italiano. Perché finanza agevolata deve, sempre più, far rima con crescita.

Trovabando, grazie all’utilizzo di un algoritmo proprietario, è in grado di identificare online tutti i bandi e le agevolazioni pubbliche a cui un’impresa può accedere in un determinato momento, grazie ad un preciso controllo incrociato tra le preferenze espresse dall’impresa, dalle sue caratteristiche, rinvenibili da fonti pubbliche, e i requisiti di partecipazione ai bandi ed alle agevolazioni regionali e nazionali.

Il processo di ricerca, veloce ed intuitivo, si divide in quattro punti: iscriversi attraverso il portale www.trovabando.it , inserire P.Iva e Codice Fiscale, definire gli obiettivi della ricerca ed infine scegliere il tipo di agevolazione che si sta cercando. A ricerca completata l’utente potrà visionare nella sua dashboard i bandi trovati, scaricare la modulistica ed avere accesso a tutte le informazioni aggiuntive richieste.

L’obiettivo del nostro progetto è agevolare le PMI italiane, spina dorsale del nostro Paese, ad accedere con maggiore facilità agli strumenti di finanza agevolata messi a disposizione dal Legislatore nazionale e comunitario” afferma David Pelilli, amministratore e co-founder della società.

Non è un caso quindi che la giovane startup, fondata nel 2014 a Roma da un gruppo di docenti e ricercatori universitari del Dipartimento di Studi Aziendali dell’Università di Roma Tre, abbia ricevuto, inoltre, dalla COTEC (Fondazione per l’Innovazione Tecnologica) il prestigioso Premio nazionale per l’Innovazione nei Servizi 2015 di Confcommercio nella categoria “ICT nei servizi” che viene assegnato alla migliore azienda tecnologica dell’anno, per aver sviluppato nell’ambito della business information, una piattaforma web con lo scopo di semplificare la ricerca, l’incrocio e la verifica dei requisiti di accesso a tutte le agevolazioni e i bandi di finanza agevolati attivi in Italia in un determinato istante.

Roberto Diacetti

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Fri, 10 Jun 2016 18:20:37 +0000 http://www.robertodiacetti.it/mc/501/1/finanza-agevolata-per-bandi-ed-agevolazioni-pubbliche-nasce-trovabando Roberto Diacetti
Diacetti: che business faremo sulla Nuvola http://www.robertodiacetti.it/mc/499/1/diacetti-che-business-faremo-sulla-nuvola

Quando pensiamo a un futuro radioso lo immaginiamo con il sole splendente e senza nuvole. Ma c’è una persona, invece, che si augura che sul proprio orizzonte ce ne sia almeno una di nuvola, ben salda, e a lungo. Perché proprio questa Nuvola rappresenta la sua scommessa vincente. È Roberto Diacetti, presidente di Eur, società per azioni costituita nel marzo del 2000 per trasformazione dell’Ente Eur, istituito nel 1936 per ospitare l’Esposizione Universale di Roma del 1942. Oggi è una controllata al 90% dal ministero dell’Economia e al 10% dal Comune di Roma. Si occupa della gestione e della valorizzazione del patrimonio mobiliare e immobiliare di sua proprietà all’interno del quartiere romano dell’Eur. Diacetti, 42 anni, ne è presidente dal settembre 2015, ma è manager di lungo corso: ha ricoperto incarichi importanti, come direttore generale dei Mondiali di nuoto nel 2009, amministratore delegato di Risorse per Roma spa, amministratore delegato di Atac. È stato anche vicepresidente di Asstra, componente del consiglio direttivo di Confservizi e della Giunta esecutiva di Unindustria Roma. Dal 2007 è docente a contratto di Programmazione e Controllo all’Università di Cassino. Ma oggi la sua scommessa si chiama Nuvola e, più in generale, il rilancio dell’Eur e del turismo congressuale della capitale.

Domanda. Lei ha parlato spesso di Eur 2.0. Che cosa intende esattamente?

Risposta. L’apertura del nuovo centro congressi La Nuvola è parte di un progetto di rilancio e di innovazione molto più ampio, che ha l’obiettivo di posizionare Roma nella top five delle destinazioni congressuali mondiali. Costruire in questo quadrante della città un’offerta turistica che sia complementare a quella del centro-storico e che sappia guadagnare una importante quota di mercato in un segmento, quello della meeting industry, molto interessante in termini di ricchezza generata e sviluppo del territorio, è la nostra vision.
D. Ma in che cosa si distingue questa offerta?
R. È integrata con standard qualitativi di livello internazionale, in cui La Nuvola, con il luxury hotel da 439 stanze La Lama, Palazzo dei Congressi, Palazzo dello Sport e le altre realtà convegnistico-espositive presenti nel Pentagono, lavoreranno in sinergia operativa per fare dell’Eur un business district all’avanguardia, orientato a una dimensione multipla dove convivano insieme la gestione e conservazione del patrimonio storico-architettonico, ma anche il turismo business, l’entertainment, le leisure activities e i grandi eventi, strizzando un occhio a Roma 2024.
D. Con quale rapporto con il resto?
R. Sarà un Eur 2.0, che può aiutare a esprimere con un messaggio efficace questa nuova immagine che ci proponiamo. L’operazione colloca la tutela del patrimonio in un quadro di sviluppo dinamico dell’area, tenendo ben presenti due finalità che devono essere contemperate: la valorizzazione degli interessi che siamo chiamati dai nostri azionisti a conseguire e la promozione socio-culturale del territorio, perseguendo come obiettivo più generale una migliore vivibilità, anche ponendo l’Eur quale ambito urbano privilegiato per l’attuazione di progetti in field di innovazione e sostenibilità ad ampio raggio.
D. Più in generale, quanto vale e quanto potrà valere il turismo congressuale a Roma e nel nostro Paese?
R. Il turismo business (viaggi d’affari, convegni, congressi, eventi corporate, incentive) vale, a livello internazionale, qualcosa come 990 miliardi di dollari (dati Ocse Turismo 2012). Il turismo congressuale di grande dimensioni è la parte più interessante e strutturata del turismo business e pesa all’incirca un terzo dell’intero comparto. Solo questo basta a dare la misura di quanto sia importante, in termini di Pil regionale e nazionale, sviluppare questo settore di business. Inoltre, le previsioni per il triennio 2014-2016 sono di ulteriore crescita (5- 5,5% all’anno), soprattutto in Europa nel bacino del Mediterraneo.

D. E in questo scenario come si colloca la Nuvola?
R. Sarà il principale atout di Roma nei confronti dei Professional congress organizer di tutto il mondo. Sarà fortemente orientato ai mercati internazionali. La Camera di Commercio stima in 1.400 euro a evento la quota spesa da un singolo congressista. Calcolando che noi, a regime, possiamo puntare a ospitare tra i 2 e i 300mila congressisti l’anno, la potenziale ricaduta sul territorio è stimata in circa 500 milioni di euro.
D. La Nuvola di Fuksas è al centro del rilancio del turismo congressuale nella capitale. A che punto è?
R. La struttura congressuale, con il progetto di Massimiliano Fuksas, uno dei più grandi architetti italiani in campo mondiale, è in via di ultimazione. Siamo agli allestimenti. Prima della fine del 2016 vi sarà la cerimonia di inaugurazione, durante la quale mostreremo a tutti la bellezza e la funzionalità di un’opera che è già un landmark artistico per la Capitale.
D. Ma quando aprirà i battenti ufficialmente?
R. Una volta conclusi i lavori, ci sarà una fase di collaudo delle strutture da parte degli organi preposti. Il 2017 sarà l’anno della piena operatività, in cui inizieremo a ospitare congressi associativi, convention del mondo corporate ed eventi, di medie e grandi dimensioni. Sul piano dei mega congressi internazionali, da migliaia di delegati, che si pianificano con quattro-sei anni di anticipo, siamo rimasti favorevolmente entusiasmati dalla vittoria, in partnership con AiM Group International, della gara per ospitare proprio alla Nuvola Icses 2022, il meeting Internazionale di Chirurgia della Spalla e del Gomito, organizzato con cadenza triennale, che porterà all’Eur oltre 3mila delegati provenienti da tutto il mondo. Una soddisfazione che conferma il grande appeal di Roma come destinazione turistico-congressuale, capace di sbaragliare la concorrenza di altre capitali europee come Monaco e di battere all’ultimo Boston.
D. E le infrastrutture a che punto sono?
R. Per quanto riguarda i parcheggi, a servizio del Nuovo Centro Congressi, ne abbiamo già realizzati 600 che si trovano nell’area di sedime e ne sono previsti altri 550 posti nel parcheggio interrato di Piazza Sturzo, oltre a un’ulteriore quota di parcheggi pubblici. Ciò detto, vale la pena sottolineare che, dallo studio delle strutture congressuali di livello internazionale, emerge chiaramente come il principale mezzo di trasporto utilizzato sia quello collettivo, pubblico e privato (shuttle, bus, taxi), dove la domanda di sosta per il mezzo individuale diventa rilevante solo nel caso di eventi di dimensioni più contenute, a carattere locale, trovando ampia copertura nella dotazione di parcheggi nell’area del Centro Congressi e nel parcheggio di Piazza Sturzo.

D. Luneur e Acquario, a quando l’apertura?
R. Il 2016 è un anno decisivo per l’Eur, in cui ci aspettiamo l’apertura di queste due importanti strutture, il cui rilancio passa da due colossi del settore, rispettivamente Cinecittà Entertainment e Merlin Group.
D. L’Eur è un quartiere simbolo per Roma, ed ha una sua storia ben precisa. Pensate di aprire più spesso al pubblico e/o a eventi le vostre strutture?
R. L’Eur è ancora oggi un piano urbanistico tra i più interessanti mai realizzati e rappresenta il moderno a Roma. Mensilmente riceviamo richieste di visita da parte di Università e studiosi di tutto il mondo, a cui diamo seguito, interessati al carattere mediterraneo dell’architettura razionalista dell’Eur. Il 21 maggio scorso, anche a seguito di open house Roma a cui aderiamo, abbiamo deciso di organizzare insieme a Inps e Mibact Eur Porte Aperte, una intera giornata dedicata ai romani e ai turisti per poter visitare gratuitamente edifici, collezioni d’arte e pezzi di design del Novecento, normalmente non accessibili e visionabili perché luoghi di lavoro. Un’operazione che ha riscosso grande successo, che replicheremo certamente.
D. Giochi 2024, un appuntamento importante se Roma aggiudicarsi la sede. Una sfida anche per voi…
R. Nel corso della presentazione a Palazzo Dei Congressi della candidatura olimpica per i Giochi Olimpici 2024, tra le splendide immagini proiettate di Roma 1960 c’erano naturalmente molte suggestive immagini dell’Eur, riconosciuto quale gioiello del razionalismo mondiale, che 60 anni dopo potrebbe confermare quella straordinaria vocazione sportiva, che il Pentagono conserva. Questo perché l’Eur è stato individuato come cluster del programma olimpico di Roma 2024: il Lago dell’Eur per il Triathlon, il Palazzo dello Sport per la Pallavolo e la Ginnastica ritmica, il Tre fontane per l’Hockey e calcio a cinque paralimpico, proiettando l’Eur al centro dei grandi eventi sportivi. In attesa di vedere nel 2017 a Lima chi vincerà la candidatura, noi continuiamo a sostenere i grandi eventi sportivi, come il Grand Prix di Triathlon, che ha portato al Laghetto nel fine settimana del 20 e 21 maggio più di cento triatleti internazionali, promuovendo il grande intrattenimento sportivo all’Eur.
D. Risanamento di Eur spa: debiti saldati, ma per il futuro?
R. Lo scorso dicembre Eur ha concluso con successo la ristrutturazione del debito con il sistema bancario, attraverso cui ha potuto ritrovare l’equilibrio economico-finanziario e la certezza di avere disponibilità di risorse per portare a completamento i lavori del Nuovo Centro Congressi La Nuvola. Oggi, superata una fase difficile, guardiamo al futuro con ottimismo, fiduciosi nel rilancio della Società e in un posizionamento di successo del nostro brand congressuale nel mercato mondiale, grazie anche a un advisor di assoluto livello come Boston Consulting Group.
D. Un consiglio, o una richiesta, al futuro nuovo sindaco di Roma…
R. Coniugare una visione internazionale con i problemi della quotidianità.

di Claudio Barnini 
industriaitaliana.it

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Mon, 6 Jun 2016 12:30:47 +0000 http://www.robertodiacetti.it/mc/499/1/diacetti-che-business-faremo-sulla-nuvola Roberto Diacetti
Rome 2024: the Olympic Games to give back prestige to both the city and the country http://www.robertodiacetti.it/mc/497/1/rome-2024-the-olympic-games-to-give-back-prestige-to-both-the-city-and-the-country

Within the Italian and European scenarios, Rome is among the cities with an international allure. The Capital’s global aspects have a double temporal dimension.  This dimension is rooted both in Rome’s great past as “Caput Mundi” and in its present, one of the reason why the Capital is known as “The Eternal City”.

However, over the last year, the Capital’s standing has been damaged formally and substantially. The latest corruption scandals have jeopardised Rome’s image both in Italy and abroad. Furthermore, it seems that Rome falls short of the adequate infrastructure, which is usually present in metropolis. For instance, public transportation and road conditions are characterised by systemic criticalities. On the other hand, the entire country has faced huge difficulties following the economic and financial downturn and it is still in the middle of a quite anemic recovery.

In this particular context, the potential selection of Rome as the host city for the Olympics 2024 could give back to the Capital its traditional prestige and it could determine “a new sustainable and quality growth”, as stated by President Sergio Mattarella (source Quirinale). The Olympic Games would have not only economic and reputational benefits for Rome, but also spillover effects overall the country.

The “Economic Impact Assessment of the Rome 2024 Olympic and Paralympic Games” proves this. The estimated effect on employment considering a 6-year construction period is about 48,000 new jobs in the whole period, about 40,000 of which in the Rome area, with an annual average of about 8,000 jobs, more than 7,000 of which in the Rome area. Given these values, the total incremental contribution to the increase of the Gross Domestic Product (GDP) in the Lazio Region, including Rome, is over 2.4% during the construction period (2017-2023), with an annual average of around 0.4% (source Rome 2024 Committee).  

This optimistic economic impact assessment is supported by sound evidence related to previous experiences. For instance, the Olympics hosted by Italy in 1960 determined economic and social development, catalyzing innovation and creativity throughout the country. The Olympic Games hosted by Barcelona in 1992 induced long-term development. Infrastructure and road networks were enhanced, the airport was expanded and telecommunications were modernized. 

If we draw our attention to intangible benefits, such as prestige, we can better understand the importance of the Olympics for Rome and Italy as a whole. Sport contributes to the definition of a country’s image. It is a crucial component of society. It instills very important values, i.e. discipline, loyalty, solidarity, integration. Becoming the host city and country of the 2024 Olympics would show both Rome and Italy’s willingness to foster dialogue with all the countries of the world. This would also change Rome and Italy’s image and perception: they could be the place of legality, solidarity and diversity.

In other words, the 2024 Olympics are Rome and Italy’s dream. They represent a once in a lifetime opportunity to stop the paralysis of both a city and a country. They could be a turning point for the future of the Capital and Italy.  Their prestige could be rebuilt through green innovation, sustainability, sport and bettered infrastructure and services.

Roberto Diacetti

Source Quirinale

http://www.quirinale.it/elementi/Continua.aspx?tipo=Comunicato&key=1411

Source Rome 2024 Commitee

http://www.2024roma.org/en/component/phocadownload/file/331-economic-impact-assessment-of-the-rome-2024-olympic-and-paralympic-games.html

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Tue, 31 May 2016 17:38:49 +0000 http://www.robertodiacetti.it/mc/497/1/rome-2024-the-olympic-games-to-give-back-prestige-to-both-the-city-and-the-country Roberto Diacetti
Roma 2024: i Giochi Olimpici per ridare prestigio alla città e al Paese http://www.robertodiacetti.it/mc/496/1/roma-2024-i-giochi-olimpici-per-ridare-prestigio-alla-citta-e-al-paese

All’interno dello scenario italiano ed europeo, Roma si colloca ai primi posti della classifica delle città dotate di una marcata dimensione internazionale. La vocazione globale della Capitale affonda le sue radici sia nel glorioso passato imperiale della “Caput Mundi”, sia nella realtà attuale. Un continuum temporale che ha fatto guadagnare a Roma l’appellativo di “Città Eterna”.

Tuttavia, nell’arco dell’ultimo anno, lo standing della Capitale è stato leso in termini formali e sostanziali. Gli ultimi episodi di corruzione e malaffare hanno danneggiato l’immagine della città in Italia e all’estero. Dal punto di vista infrastrutturale, inoltre, Roma sembra mancare di adeguate dotazioni all’altezza del suo status di “metropoli”. Si pensi, ad esempio, alle criticità sistemiche che caratterizzano il settore dei trasporti e della viabilità. La condizione di Roma si inserisce, poi, all’interno di un contesto nazionale messo a dura prova dall’ultima crisi economica e finanziaria i cui effetti di lungo periodo non si sono ancora esauriti.  

In questo contesto, l’eventuale accettazione della candidatura di Roma a città ospitante dei Giochi Olimpici 2024 potrebbe ridare luce alla Capitale e potrebbe determinare l’inizio di “una nuova crescita contrassegnata da qualità e sostenibilità”, come ha affermato lo stesso Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella (fonte Quirinale). I benefici economici e reputazionali delle Olimpiadi, infatti, non sarebbero solo appannaggio della Capitale ma dispiegherebbero effetti spillover sull’intera penisola.

Oltre ad essere oggetto di auspici e dichiarazioni, le ricadute economiche positive hanno un volto: cifre da sogno. La «Valutazione economica dei Giochi olimpici e paralimpici Roma 2024» stima che, nell’arco di 6 anni (2017-2023), la fase preparatoria alle Olimpiadi generebbe 48.000 nuovi posti di lavoro, di cui 40.000 nell’area attorno a Roma. Una media di 8.000 posti di lavoro in più all’anno (7.000 nell’area della Capitale). Sulla base di queste cifre il PIL del Lazio (Roma inclusa) aumenterebbe del 2.4% tra il 2017 e il 2023, con un aumento dello 0.4% all’anno (fonte Comitato Roma 2024) .

Queste stime sulle positive ricadute economiche acquistano ancor più fondatezza se si volge lo sguardo al passato. Le Olimpiadi del 1960, ad esempio, costituirono un discrimen importante nello sviluppo economico e sociale dell’Italia catalizzando l’innovazione e la progettualità del Paese. Le Olimpiadi di Barcellona del 1992 costituirono un input determinante per lo sviluppo di lungo periodo. Le infrastrutture e le reti stradali vennero migliorate, l’aeroporto fu ampliato e le telecomunicazioni subirono un processo di modernizzazione.

Se si sposta il focus dell’attenzione dai benefici tangibili (economici) a quelli intangibili (prestigio), ci si rende conto ancor di più dell’importanza della candidatura di Roma ai Giochi Olimpici.  Lo sport, infatti, contribuisce in maniera considerevole a definire l’immagine di una nazione. Esso è sempre stato una componente cruciale della società, foriero di valori quali la disciplina, la lealtà, la solidarietà, l’integrazione. Ergersi dunque a città e nazione ospitante delle Olimpiadi – una delle espressioni più elevate dei valori a vocazione universale – vuol dire dimostrare di voler dialogare con il mondo con un volto nuovo, quello del cosmopolitismo, della legalità, della solidarietà e della valorizzazione della diversità.

Le Olimpiadi sono dunque un grande sogno per Roma e per l’Italia intera, il sogno del rilancio di una città e di un Paese che da un po’ di tempo si trovano in uno stato di impasse. I Giochi Olimpici 2024 darebbero una scossa alla Capitale e all’Italia ricostruendo il loro prestigio tramite innovazione green, sostenibilità,  cultura della pratica sportiva e miglioramento delle infrastrutture e dei servizi.

Roberto Diacetti

Fonte Quirinale

http://www.quirinale.it/elementi/Continua.aspx?tipo=Comunicato&key=1411

Fonte Comitato Roma 2024

http://www.2024roma.org/it/component/phocadownload/file/330-valutazione-economica-dei-giochi-olimpici-e-paralimpici-di-roma-2024.html

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Tue, 31 May 2016 17:34:36 +0000 http://www.robertodiacetti.it/mc/496/1/roma-2024-i-giochi-olimpici-per-ridare-prestigio-alla-citta-e-al-paese Roberto Diacetti
Eur S.p.A, Sapienza University and Enel Group: a new synergy to build a green future http://www.robertodiacetti.it/mc/495/1/eur-spa-sapienza-university-and-enel-group-a-new-synergy-to-build-a-green-future

On 5 May, a great goal was achieved in the field of eco-technologies and green economy. Eur S.p.A, POMOS (Polo della Mobilità Sostenibile, “La Sapienza” University of Rome) and Enel Group signed an agreement, which transforms Eur into a centre for the development of experimental projects regarding eco-technology and electric mobility. Eur looks at a sustainable future, which will have Massimiliano Fuksas’ Cloud as the symbol of eco-technologies and smart cities.

The agreement is the result of a common willingness: build a green future, the only effective tool to counter global pollution and the inevitable depletion of natural resources. World Health Organization’s reports estimate that air pollution is now the largest environmental health risk (source WHO). Data reported by the Italian Ministry of Health are not much more encouraging. The Ministry affirms that air pollution causes 30,000 deaths per year, 7% of overall deaths in the country, with a 10-month decrease in life expectancy (source Italian Ministry of Health). Furthermore, the need to resort to renewable energy resources must be taken into consideration. They are unlimited, in the sense that can be produced as fast as they are depleted. Last but not least, unlike fossil fuels, they do not release polluting substances (such as CO2). 

This scenario urges the adoption of green policy measures. A green future can be built through the development of new business models emphasizing, for instance, the importance of an electric private and public transportation, which is environmentally friendly. A green future can be built opting for smart cities, which create a link between infrastructure and the human, intellectual and social resources, thus enhancing the living standards of citizens, enterprises and institutions.

Eur S.p.A, “La Sapienza” University of Rome and Enel Group have already opted for this green policy even creating a synergy to implement it concretely. Eur will be Rome’s green flag, becoming (hopefully) the testing field of a pivot initiative to be reiterated in other areas of the city. 

Roberto Diacetti

Source WHO

http://www.who.int/mediacentre/news/releases/2014/air-pollution/en/#

Source Italian Ministry of Health

http://www.salute.gov.it/portale/news/p3_2_1_1_1.jsp?menu=notizie&p=dalministero&id=2096

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Wed, 25 May 2016 17:53:34 +0000 http://www.robertodiacetti.it/mc/495/1/eur-spa-sapienza-university-and-enel-group-a-new-synergy-to-build-a-green-future Roberto Diacetti
Eur S.p.A, Sapienza e Enel: una nuova sinergia per la costruzione di un futuro green http://www.robertodiacetti.it/mc/494/1/eur-spa-sapienza-e-enel-una-nuova-sinergia-per-la-costruzione-di-un-futuro-green

Lo scorso 5 maggio è stato conseguito un ottimo risultato nel campo delle eco-tecnologie e dell’economia green. Grazie all’accordo firmato da Eur S.p.A., POMOS (Polo della Mobilità Sostenibile, Università degli Studi di Roma “La Sapienza”) e Enel, l’Eur diventerà un polo per lo sviluppo di progetti sperimentali eco-tecnologici e di mobilità elettrica. L’Eur si proietta dunque verso un futuro sostenibile che ergerà la Nuvola di Massimiliano Fuksas a simbolo dell’eco-tecnologia e delle smart city.

L’accordo scaturisce dalla volontà di costruire un futuro verde, che appare come l’unico strumento efficace per contrastare l’inquinamento globale e l’inevitabile esaurimento delle risorse naturali. I rapporti dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) definiscono lo smog e l’inquinamento come la principale minaccia ambientale alla salute umana (fonte OMS). I dati forniti dal Ministero della Salute non sono più rincuoranti. Il Ministero afferma, infatti, che l’inquinamento atmosferico è responsabile ogni anno in Italia di circa 30.000 decessi, pari al 7% di tutte le morti, con un accorciamento di 10 mesi della durata della vita di ciascun italiano (fonte Ministero della Salute). Per non parlare della necessità di optare per le energie rinnovabili che da un lato sono inesauribili, nel senso che si generano alla stessa velocità con cui vengono consumate, e dall’altro, a differenza dei combustibili fossili, non immettono nell’atmosfera sostanze inquinanti o climalteranti (in primis CO2).

Di fronte a questo scenario, l’adozione di una politica verde appare inevitabile. Costruire un futuro verde implica lo sviluppo di modelli di business sostenibili tramite, ad esempio, l’ideazione di un trasporto (pubblico e privato) elettrico che rispetti l’ambiente non producendo emissioni nocive.  Costruire un futuro verde vuol dire optare per le smart city, le citta intelligenti, che mettono in relazione le infrastrutture materiali delle città con il capitale umano, intellettuale e sociale di chi le abita creando così una situazione win-win in cui la vita dell’ambiente, dei cittadini, delle imprese e delle istituzioni viene migliorata. 

Eur S.p.A, Sapienza e Enel hanno deciso di abbracciare questa politica verde e di creare una sinergia per implementarla concretamente, facendo dell’Eur la bandiera verde di Roma e auspicando che diventi incubatore di un’iniziativa-pilota replicabile in altre aree della città. 

Roberto Diacetti

Fonte OMS

http://www.who.int/mediacentre/news/releases/2014/air-pollution/en/#

Fonte Ministero della Salute

http://www.salute.gov.it/portale/news/p3_2_1_1_1.jsp?menu=notizie&p=dalministero&id=2096

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Mon, 23 May 2016 18:00:04 +0000 http://www.robertodiacetti.it/mc/494/1/eur-spa-sapienza-e-enel-una-nuova-sinergia-per-la-costruzione-di-un-futuro-green Roberto Diacetti
Welfarte - Eur porte aperte: edifici e sedi storiche eccezionalmente aperti http://www.robertodiacetti.it/mc/493/1/welfarte---eur-porte-aperte-edifici-e-sedi-storiche-eccezionalmente-aperti

Saranno aperti eccezionalmente fino alle ore 21 di oggi, in occasione di “Welfarte – EUR Porte Aperte”, palazzi storici e musei dell’Eur oltre che, in via del tutto straordinaria, il cantiere del nuovo centro congressi la “Nuvola” di Fuksas, ad accesso programmato.

Si tratta di un’occasione unica per il pubblico, che potrà visitare oltre alPalazzo della Direzione Generale INPS, dove si potranno ammirare l’esedra monumentale e lapreziosa collezione di opere d’arte custodite all’interno dell’edificio, Palazzo Uffici con il sottostante Rifugio Antiaereo perfettamente conservato, realizzato nel 1937 ed oggi sede di EUR S.p.A., e le istitutuzioni museali nazionali del quartiere Museo delle Arti e Tradizioni Popolari, Museo dell’Alto Medioevo e Museo Nazionale Preistorico Etnografico “Luigi Pigorini”, oltre all’Archivio centrale dello Stato.

Un’occasione preziosa – ha commentato Roberto Diacetti presidente di EUR SpAper consentire ai cittadini di apprezzare un patrimonio artistico e di design di enorme pregio che rappresenta il moderno a Roma, conservato in luoghi normalmente non accessibili, perché luoghi di lavoro, che abbiamo deciso di aprire, organizzando con INPS e MIBACT questa manifestazione”.

cinquequotidiano.it

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Sat, 21 May 2016 16:26:05 +0000 http://www.robertodiacetti.it/mc/493/1/welfarte---eur-porte-aperte-edifici-e-sedi-storiche-eccezionalmente-aperti Roberto Diacetti
Roma batte Boston: la Nuvola si aggiudica il primo congresso http://www.robertodiacetti.it/mc/492/1/roma-batte-boston-la-nuvola-si-aggiudica-il-primo-congresso

Ci sono luci e ombre sul polo congressuale romano. Così mentre l'avveniristica Nuvola si aggiudica il primo meeting internazionale di medicina e va dritta verso il taglio del nastro nella seconda metà del 2016, la Fiera di Roma - che naviga in cattive acque - rischia di vedere naufragare l'appuntamento mondiale di cardiologia di fine agosto con 35mila delegati. Il business è d'oro. E Roma punta molto su questo tipo di turismo che, secondo uno studio della Camera di Commercio, può valere fino a 500 milioni di euro l'anno.

Il primo passo è stato fatto: la Capitale ha battuto Boston e ha vinto la gara per ospitare Icses 2022 (International Congress of Shoulder & Elbow Surgery), il congresso internazionale di chirurgia della spalla e del gomito che si terrà all'Eur nel maggio 2022. Un evento da oltre tremila partecipanti provenienti da tutto il mondo. La candidatura è stata preparata con dovizia di particolari dal Sales & Marketing Team di Aim Group International dal 2014 e alla giuria è stata presentata La Nuvola da ottomila posti con un video in 3D che faceva vivere gli spazi anche se non ancora completati.

"Questo grande evento internazionale - spiega Enrico Pazzali, ad di Eur spa - dimostra quello che abbiamo sempre saputo: in presenza di una struttura adeguata per capienza, versatilità, livello dei servizi e appeal, quale è il centro congressi "La Nuvola", Roma viene a rappresentare una destinazione tra le più attraenti nel mercato internazionale, un asset strategico per l'industria turistica italiana". Il core business dell'Eur sono ormai i congressi e con la nuova Fiera, lungo l'asse che porta al mare, si vuole creare uno dei poli più grandi. Ma se dopo 16 anni la Nuvola è diventata una certezza, la maxi struttura sulla Roma-Fiumicino rischia il default. Il Tar non ha accolto il ricorso presentato dagli azionisti di Fiera che chiedevano la nomina di un commissario per firmare la delibera comunale necessaria a vendere la vecchia sede sulla Colombo per pagare il debito di 180 milioni con Unicredit e salvare la Fiera. "Si sa almeno da dieci anni che bisogna fare questa delibera sulla valorizzazione della ex fiera di Roma - ribadisce Maurizio Stirpe di Unindustria - nessuno ha avuto il coraggio e la volontà di volerla fare. Si sapeva benissimo che c'era un mutuo e la sua capacità di restituzione si basava sulla vendita di un asset fondamentale che era quello della vecchia fiera. Di fronte a un problema di questo genere, nessuno si è assunto la responsabilità di dare seguito a questo progetto. Spero che la prossima amministrazione comunale ci metta le mani. Anzi, sarà obbligata a farlo e sarà uno dei primi capitoli da affrontare". L'obiettivo è salvare la Fiera e rivedere la sua mission "perché - conclude Stirpe - deve ritagliarsi il suo spazio in questo scenario".

roma.repubblica.it

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Fri, 20 May 2016 11:54:54 +0000 http://www.robertodiacetti.it/mc/492/1/roma-batte-boston-la-nuvola-si-aggiudica-il-primo-congresso Roberto Diacetti
Le interviste di Alessandra. Parliamo con Roberto Diacetti, presidente della società EUR spa http://www.robertodiacetti.it/mc/491/1/le-interviste-di-alessandra-parliamo-con-roberto-diacetti-presidente-della-societa-eur-spa

Roma, 18 maggio - Conosco la Società Eur Spa ma volevo saperne di più circa le sue funzioni e le diverse trasformazioni che ha conosciuto nel tempo. 

Quindi una breve presentazione: EUR S.p.A. viene costituita nel marzo del 2000 per trasformazione dell' Ente Eur, istituito nel 1936 per ospitare l'Esposizione Universale di Roma del 1942. La Società dispone di un patrimonio immobiliare di grande pregio costituito da edifici, parchi e giardino ed aree edificabili.

Missione principale è la valorizzazione e la gestione di questo importante patrimonio che EUR S.p.A. persegue, al fine di massimizzare la redditività, sempre nel rispetto del valore storico-artistico.

Quindi la Società svolge attività di conservazione e tutela del proprio patrimonio storico, artistico e paesaggistico, disponendo in locazione spazi riqualificati, attraverso l' attività di property management. L' attività di asset management riguarda, invece, la realizzazione di grandi progetti di sviluppo immobiliare e valorizzazione urbanistica. Tra questi, la realizzazione del Nuovo Centro Congressi "La Nuvola", strategicamente rilevante per l' industria turistica nazionale. 

Fin qui, la presentazione della Società e, con piacere, intervisto il giovane e dinamico Presidente Roberto Diacetti.

Domanda: Presidente, chi è Roberto Diacetti? 
 
Risposta: Ho quarantadue anni, sono romano d' adozione, docente universitario, ho insegnato all'Università di Perugia; oggi insegno a Cassino. Ho già avuto esperienze manageriali, sono stato il Direttore e AD di Aziende del Comune di Roma: Risorse per Roma e Atac. Sono stato nominato Presidente di Eur Spa nel 2015.
 
Domanda: Presidente, cosa ha imparato da queste due precedenti esperienze?
 
Risposta: Ho imparato a governare le complessità. Complessità, con cui mi ero misurato già  affrontando l'organizzazione di un grande evento internazionale come i mondiali di nuoto di Roma 2009, di cui sono stato - poco più che trentenne -Direttore GeneraledelComitato Organizzatore.
 
Domanda: Presidente, per far capire meglio ai lettori di "attualità.it", può rappresentarcene una? 
 

Risposta:L'organizzazione di situazioni complesse incontra inevitabilmente anche delle difficoltà con cui occorre misurarsi. Quantificare precisamente ogni aspetto per centrare il budget di riferimento, è la sfida di ogni pianificazione che possa dirsi riuscita.
 
Domanda: Certo che, neppure in Atac deve essere stato tutto semplice!
 
Risposta: L'Atac è un'azienda con 12.000 dipendenti che fornisce un servizio pubblico. Ogni giorno, anche un impedimento al traffico può rappresentare una seria difficoltà per la qualità del servizio. Ho agito per migliorare i processi di pianificazione e controllo e per rinnovare parte della dotazione dei mezzi, naturalmente attraverso gare ad evidenza pubblica. Durante la mia gestione, abbiamo iniziato la digitalizzazione dei principali servizi.
 
Domanda: Abbiamo capito, Presidente, la Sua capacità di gestire situazioni difficili. Ma ora, ci parli dell'attuale esperienza in Eur.
 
Risposta: La mia esperienza attuale richiede concretezza, unita ad un certo grado di creatività per una importante Società che gestisce un importante patrimonio. "La Nuvola" di Fuksas, ad esempio, proietta la Società verso un business congressuale, in un contesto internazionale, molto competitivo.
 
Domanda: Avete uno slogan di riferimento? 
 
Risposta: Si, il nostro slogan è: "La città nella città". La nostra missione è occuparci del Direzionale. business. Congressuale. Intrattenimento.
 
Domanda: Presidente, ci dica qualcosa di più sulla Vostra missione congressuale.
 
Risposta: Siamo pur sempre a sette fermate dal Colosseo. Ci lamentiamo che il turista resta sempre poco a Roma? Bene, Noi vogliamo allargare l'orizzonte delle visite tradizionali. L' Eur è erroneamente pensato come quartiere di soli uffici e case, mentre entro la fine del 2016 avrà una ricca offerta congressuale, per eventi, leisure.
 
Domanda: Presidente, cosa la rende felice?
 
Risposta: Rinnovare mi fa sentire vivo. In un altro ufficio avevo  avevo fatto istallare dietro di me una immagine dell'impronta di Armstrong. Come dire ...mi piace cambiare e lasciare un'impronta, altrimenti, se non riesco, non mi entusiasmo.
 
Domanda: Presidente, vogliamo sapere le sue passioni.
 
Risposta: Amo il golf, fumo il sigaro cubano, amo viaggiare. Il paddle è un gioco dove la palla torna sempre, serve molta tenacia. E' un gioco che metaforicamente descrive le dinamiche con cui un manager viene a trovarsi nel corso di molte situazioni lavorative.
 
Domanda: Una qualità che più l'aiuta?
 

Risposta: L' ottimismo unito al realismo. Intendo delineare sempre un' idea chiara di quello che voglio fare. Ho la capacità di saper accorciare le distanze, lo so, su questo, riconosco, non sono modesto.
 
Domanda: In conclusione, un Presidente attraente, elegante, giovane e pieno di entusiasmo, non può che portare una ventata di freschezza a questa Società! 
 
Risposta: (Sorride, citando una battuta di un noto film) Beh, suvvia, non sono bello ma piaccio!

Alessandra Hropich, attualita.it

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Wed, 18 May 2016 21:57:23 +0000 http://www.robertodiacetti.it/mc/491/1/le-interviste-di-alessandra-parliamo-con-roberto-diacetti-presidente-della-societa-eur-spa Roberto Diacetti
Cultura, porte aperte in edifici EUR Spa e Inps il 21 maggio http://www.robertodiacetti.it/mc/490/1/cultura-porte-aperte-in-edifici-eur-spa-e-inps-il-21-maggio

Inps ed Eur Spa aprono le porte dei loro edifici sabato 21 maggio e offrono la possibilità di visitare i palazzi e i musei del quartiere dell'Eur.

L'ingresso - dalle 10 alle 21 - sarà gratuito e si potranno visitare varie strutture: l'archivio centrale dello Stato, il museo nazionale preistorico etnografico, il museo nazionale delle arti e tradizioni popolari, il museo nazionale dell'alto Medioevo, il cantiere del nuovo centro congressi 'la Nuvola', il palazzo degli uffici di Eur Spa e il rifugio antiaereo sotterraneo. Oltre a questi edifici ci sono anche quelli aperti al pubblico dall'Inps con l'iniziativa chiamata 'WelfArte': a Roma il palazzo dove ha sede l'istituto di previdenza in piazza delle Nazioni Unite, a Milano il palazzo di piazza Missori, a Firenze il palazzo Pazzi, ad Anagni il convitto Principe di Piemonte e ad Arezzo il collegio di Santa Caterina. Nel palazzo sede dell'Inps a Roma sarà possibile vedere alcuni pezzi della collezione Barberini Sciarra di Colonna e saranno esposte anche alcune opere di Guttuso, Francalancia, Dorazio e Turcato.

A presentare questa iniziativa sono stati questa mattina il presidente dell'Inps, Tito Boeri, e il presidente di Eur Spa, Roberto Diacetti. Boeri ha voluto sottolineare come questo patrimonio artistico a disposizione dell'Inps "non sia una garanzia delle pensioni dell'istituto. Può essere valutato in una decina di milioni, numeri nettamente inadeguati per poter svolgere alcune funzioni". Il costo complessivo di questa operazione, secondo Boeri, sarà di "50mila euro, compreso il personale e l'allestimento", per un totale di circa 70 opere esposte. "Trasparenza - ha esordito Boeri - vuol dire tante cose e vuol dire anche mettere in mostra i gioielli. Molte delle opere d'arte esposte hanno un messaggio legato alla attività dell'istituto perché parlano di lavoro e previdenza". L'obiettivo, secondo Diacetti, è quello di "rendere note opere e palazzi che ospitano le due organizzazioni e che molto spesso sono sconosciuti ai cittadini", oltre a "far scoprire un quadrante di Roma conosciuto molto come quadrante direzionale e del business, ma che molto spesso alcuni pensano ancora come una zona periferica". "Chi ha il privilegio di lavorare in questi palazzi ogni giorno - ha aggiunto Diacetti - è a contatto con la storia e vorremmo che questo fosse ad appannaggio di tutti". "Nelle giornate del 21 e del 22 - ha concluso - ci sarà anche un evento sportivo con le gare di Triathlon. Se Roma otterrà le Olimpiadi del 2024, l'Eur ospiterà tre discipline come pallavolo, hockey su prato e triathlon". (omniroma.it)

roma.repubblica.it

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Wed, 18 May 2016 08:13:07 +0000 http://www.robertodiacetti.it/mc/490/1/cultura-porte-aperte-in-edifici-eur-spa-e-inps-il-21-maggio Roberto Diacetti
Golf: una passione che forgia un approccio positivo nei confronti della vita http://www.robertodiacetti.it/mc/487/1/golf-una-passione-che-forgia-un-approccio-positivo-nei-confronti-della-vita

C’è chi lo definisce come un gioco, c’è chi lo considera un vero e proprio sport. In entrambi i casi, il golf è apparentemente un’attività semplice e lineare. All’interno di un percorso regolamentare composto da 18 buche, occorre tirare una pallina con una mazza da una piazzola di partenza (tee). Con il minor numero di colpi possibile e superando diversi ostacoli (laghetti, fossati, sabbia), la pallina deve centrare una buca situata in una piazzola di arrivo (green). Tuttavia, questa apparente semplicità è foriera di tutto ciò che serve per affrontare la vita con uno stato di positività: armonia, resilienza e ottimismo

La nascita del golf: una paternità contesa

Le origini del golf sono dibattute. C’è chi dice che già gli antichi Romani avessero ideato un gioco simile al golf: colpivano degli oggetti rotondi con delle mazze. Altre testimonianze sostengono che qualcosa di simile al golf fosse già praticato in Olanda nel 1200 dove, nella città di Loenen aan de Vecht, con una stecca (kolf) e una palla di cuoio, i giocatori dovevano far sì che la loro palla raggiungesse un bersaglio localizzato ad alcune centinaia di metri. Infine, un professore della Lanzhou University, ha suggerito di recente che un gioco chiamato chuìwàn (捶丸), giocato con 10 mazze, sia descritto in alcune cartografie della Dinastia Song (960–1279). Tali contese sulla paternità del golf sono superate da una corrente maggioritaria che attribuisce il merito dei natali del golf alla Scozia, dove ha avuto origine il primo campo da golf, l'old Links di Musselburgh (East Lothian), e dove il golf (“gowf” in scozzese) divenne una disciplina sportiva codificata con la formulazione nel 1774 delle regole del gioco e con la fondazione nello stesso anno della Company of Gentlemen Golfers of Leith di Edimburgo.

Armonia

Le alchimie golfistiche costituiscono gli aspetti più affascinanti del golf. Esse sono misteriose e difficilmente tracciabili e leggibili. Ciò che emerge chiaramente è che esse sono rette da un principio di armonia. Il successo di un colpo di golf non dipende solo da una esecuzione perfetta dello swing (movimento che si esegue per far partire la pallina verso l’obiettivo). Piuttosto esso è determinato dall’equilibrio armonico che si crea tra la mente e il corpo. Tra il target su cui si focalizza la mente e le azioni eseguite dal corpo per non mancare l’obiettivo.  

La resilienza e ottimismo

Il golf regala emozioni da far brillare gli occhi e, talvolta, delusioni che paralizzano le gambe. In ogni caso, la costante è sempre la stessa: la voglia di rimettersi in gioco. Il golf infonde resilienza, ossia capacità di rispondere a qualsiasi evento positivo o negativo. In caso di vittoria l’adrenalina pervade il corpo, donando al giocatore uno stato di benessere. La sconfitta stimola il giocatore a rimettersi in piedi e fare di meglio, fare di più. Nel caso della sconfitta, la resilienza è portatrice di ottimismo: il giocatore tende a ridimensionare la portata di una performance negativa continuando a credere fermamente nelle sue possibilità.

Il golf insegna ciò che la quotidianità chiede per vivere con positività

Il principio di armonia tra mente e corpo richiesto dal golf traccia la via per raggiungere il pieno appagamento personale nella vita di tutti giorni. Non possiamo essere solo uomini/donne in carriera, o solo padri/madri devoti/e. Nella vita occorre raggiungere un perfetto equilibrio tra la vita professionale e privata. Per vivere con positività occorre essere padri/madri devoti/e, uomini/donne in carriera, amici/amiche fidate. Resilienza e ottimismo, inoltre, insegnano a reagire in modo positivo ad una delusione, ad un insuccesso o ad un evento tragico. In poche parole ci insegnano quello che la vita ci richiede, ossia la capacità di rialzarci, di imparare da un fallimento, la volontà di non perdere mai la fiducia e la motivazione.     

Ecco perché il golf è una passione che diventa anche una palestra di vita. 

Roberto Diacetti

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Sun, 15 May 2016 08:19:24 +0000 http://www.robertodiacetti.it/mc/487/1/golf-una-passione-che-forgia-un-approccio-positivo-nei-confronti-della-vita Roberto Diacetti
Welfarte, apertura straordinaria di palazzi e sedi storiche INPS in tutta Italia http://www.robertodiacetti.it/mc/489/1/welfarte-apertura-straordinaria-di-palazzi-e-sedi-storiche-inps-in-tutta-italia

Sabato 21 maggio appuntamento con Welfarte per l’apertura straordinaria dei palazzi e delle sedi storiche dell’INPS. A Roma, nel quartiere Eur, l'iniziativa, che coinvolge anche EUR SpA e MiBACT, prende il nome di “EUR porte Aperte” e consentirà la visita gratuita anche a palazzi e musei del quartiere oltre che, in via del tutto straordinaria, al cantiere de la “Nuvola”.

L’iniziativa sarà presentata nel corso di una conferenza stampa, in programma a Roma martedì 17 maggio, alle ore 12, a Palazzo Wedekind, in piazza Colonna 366 dal presidente dell’Inps, Tito Boeri, e dal presidente di EUR S.p.A., Roberto Diacetti. Si tratta di un'occasione unica per il pubblico, che potrà visitare le sedi storiche dell’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale di Roma, Milano e Firenze e i palazzi che ospitano il Convitto Principe di Piemonte di Anagni e il Collegio Santa Caterina di Arezzo. All'Eur, oltre al Palazzo della Direzione Generale INPS, dove i visitatori potranno ammirare l'esedra monumentale e la preziosa collezione di opere d’arte custodite all'interno dell'edificio, saranno aperti anche Palazzo Uffici (con il sottostante Rifugio Antiaereo perfettamente conservato) realizzato nel 1937 ed oggi sede di EUR S.p.A., il cantiere del Nuovo Centro Congressi, la “Nuvola”, progettato da Massimiliano Fuksas, l'Archivio Centrale dello Stato e i tre istituti museali nazionali del quartiere (Museo delle Arti e Tradizioni Popolari, Museo dell'Alto Medioevo e Museo Nazionale Preistorico Etnografico “Luigi Pigorini”).

Nel corso della conferenza saranno presentati i volumi Il palazzo dell’EUR e il nuovo volto di Roma moderna e Tre capitali per un’unica storia, opere specifiche di approfondimento e divulgazione realizzate dall’INPS per consentire a un pubblico più vasto di apprezzare il patrimonio artistico dell’Istituto, mettendolo in relazione al contesto storico di riferimento.

primapaginanews.it

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Sat, 14 May 2016 19:09:45 +0000 http://www.robertodiacetti.it/mc/489/1/welfarte-apertura-straordinaria-di-palazzi-e-sedi-storiche-inps-in-tutta-italia Roberto Diacetti
Spot Eur Porte Aperte http://www.robertodiacetti.it/mc/488/1/spot-eur-porte-aperte

Sabato 21 maggio, dalle 10 alle 21, EUR SpA - in collaborazione con INPS e MIBACT - aprirà al pubblico in via straordinaria Palazzo Uffici e il cantiere della Nuvola, due delle opere più rappresentative del moderno e del contemporaneo a Roma:

  • il Palazzo Uffici, con il sottostante Rifugio Antiaereo, progettato da Gaetano Minnucci come prima opera permanente nel vasto scenario dell'Esposizione Universale di Roma e ritenuto l'edificio “pilota" per tutte le altre previste realizzazioni dell'E42;
  • il cantiere del Nuovo Centro Congressi di Roma, la “Nuvola”, progettata dall'architetto Massimiliano Fuksas che si accinge a diventare uno dei più grandi e versatili centri congressi nel panorama internazionale.
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Wed, 11 May 2016 18:56:04 +0000 http://www.robertodiacetti.it/mc/488/1/spot-eur-porte-aperte Roberto Diacetti
Omniroma-ARCHITETTURA, EUR SPA: Nuvola e Bunker Palazzo Uffici aperti per Open House http://www.robertodiacetti.it/mc/486/1/omniroma-architettura-eur-spa-nuvola-e-bunker-palazzo-uffici-aperti-per-open-house

"In occasione di Open House Roma, manifestazione che da qualche anno celebra l'architettura della Capitale e con essa il design e le opere d'arte custodite negli oltre 170 siti per l'evento eccezionalmente accessibili, EUR SpA partecipa aprendo al pubblico il cantiere del Nuovo Centro Congressi La Nuvola progettata da Massimiliano Fuksas e il Palazzo Uffici con il Rifugio Antiaereo, progettato da Gaetano Minnucci".

E' quanto si legge in una nota di Eur spa. "Abbiamo ritenuto di concedere, a quanti ne fossero interessati, la possibilità di visitare gratuitamente oggi e domani due opere tra le più rappresentative del moderno e del contemporaneo a Roma- ha dichiarato Roberto Diacetti presidente di EUR SpA. Un appuntamento per noi importante - prosegue Diacetti - che sancisce un ciclo di promozione e valorizzazione del nostro pregevole patrimonio storico- architettonico, che proseguirà sabato 21 maggio con un altra apertura straordinaria e gratuita "EUR PORTE APERTE", in collaborazione con INPS e MIBACT; un modo per festeggiare la grande ricchezza artistica italiana e renderla condivisa da tutti"

roma.repubblica.it

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Sat, 7 May 2016 15:48:45 +0000 http://www.robertodiacetti.it/mc/486/1/omniroma-architettura-eur-spa-nuvola-e-bunker-palazzo-uffici-aperti-per-open-house Roberto Diacetti
’Sport in famiglia’, una nuova edizione all’insegna dello sport e del divertimento http://www.robertodiacetti.it/mc/485/1/sport-in-famiglia-una-nuova-edizione-allinsegna-dello-sport-e-del-divertimento

Si è conclusa domenica primo maggio nella cornice, spettacolare per l’occasione, del laghetto dell’Eur, la quinta edizione di SPORT IN FAMIGLIA, il grande evento nel cuore di Roma realizzato da Fabio Bertolacci, delegato Regionale Lazio della Federazione Italiana Motonautica e responsabile del progetto sportivo ed ex Campione del Mondo di Offshore, e promosso da Cast Sub Roma 2000.

Racconta entusiasta Fabio Bertolacci “L’edizione di quest’anno verrà ricordata per le nuove discipline spettacolari che hanno aderito al progetto, gli sport equestri, lo sci nautico, il lancio dei paracadutisti, nonché la storica palla-tamburello che è una delle attività più importanti dal punto di vista storico, perché è una delle prime discipline sportive. Il successo di quest’anno, anche a livello di numeri, nonostante il meteo non sia sempre stato favorevole, è dovuto all’affluenza delle scuole, ma soprattutto l’autonomia di movimento che l’ha riguardata, infatti SPORT IN FAMIGLIA è stato un solo vero contenitore di sport.” E conclude “Numeri importanti: oltre 40mila visitatori in questo vero e proprio tour de force per quanto concerne lo sport, 7 giorni, oltre 1200 studenti nell’arco delle 2 giornate del 28 e del 29 aprile nel meraviglioso parco messo gentilmente a disposizione dall’EUR S.P.A.”

Anche quest’anno la manifestazione, che è stata inserita a calendario nei programmi istituzionali del CONI Lazio, e che non gode di nessun finanziamento pubblico ha visto la partecipazione grandi atleti e campioni del calibro di Carmine della Corte, Presidente S.S. Lazio Paracadutismo dell’Aero Club d’Italia, che è stato protagonista di un lancio straordinario, che ha visto atterrare qualcuno per la prima volta sul laghetto dell’Eur, Roberto Mariani, Campione d’Italia e d’Europa di Freestyle di Moto d’acqua, Fabrizio Baglioni, Campione italiano di Flyboard, Cristina Chiuso, campionessa di nuoto che detiene 41 titoli assoluti tra 50, 100 e 200 stile libero e 29 record italiani in gare individuali, Francesco Cicchese, che ha destato la meraviglia dei presenti sciando sull’acqua a piedi nudi, e durante la chiusura della speciale presenza di Andrea Bertolacci, giocatore del Milan.

A sostenere il progetto il Presidente CONI Giovanni Malagò “SPORT IN FAMIGLIA rappresenta una declinazione virtuosa del nostro movimento. È la valorizzazione della pratica motoria a livello multidisciplinare, da leggere come strumento ludico-educativo capace di esaltare – rispettandole – le bellezze della natura nell’incantevole scenario dell’Eur, location tra i punti di forza della sfida chiamata Roma 2024. Nuovo spot per promuovere i valori che caratterizzano, rilanciando l’immagine migliore della città e del nostro mondo grazie alla proficua sinergia tra le Federazioni e all’appassionato impegno degli organizzatori. Una festa speciale all’insegna di aggregazione, condivisione e amicizia. Nel nome dello sport come modello di vita”.

Nell’ambito della manifestazione il Presidente di Eur SpA Roberto Diacetti e il Presidente del Coni Lazio Riccardo Viola hanno consegnato a 50 bambini delle scuole romane una maglietta con il messaggio: "Abbiamo paura del buuu! #NORACISM". La campagna è volta a sensibilizzare i più giovani su una delle più diffuse manifestazioni di razzismo negli stadi, sanzionata più volte anche in ambito internazionale con squalifiche e multe ai club. Il Presidente Viola, in merito a SPORT IN FAMIGLIA ha aggiunto “L’intuizione è stata di aver occupato un tassello vuoto tra i tanti eventi che affollano in ogni stagione il calendario sportivo della capitale, quello degli sport acquatici. Anche per questo, nel corso degli anni, è cresciuto in maniera esponenziale nel gradimento dei romani”. Ed il Presidente Diacetti conclude “Lo sport e la famiglia come valori positivi, condivisi e diffusi per promuovere lealtà, rispetto delle regole, integrazione, spirito di coesione e solidarietà”.

romanotizie.it

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Wed, 4 May 2016 16:51:07 +0000 http://www.robertodiacetti.it/mc/485/1/sport-in-famiglia-una-nuova-edizione-allinsegna-dello-sport-e-del-divertimento Roberto Diacetti
La riforma delle BCC diventa legge http://www.robertodiacetti.it/mc/484/1/la-riforma-delle-bcc-diventa-legge

Il testo era già stato approvato dalla Camera il 23 marzo scorso, il sì definitivo è arrivato però a Palazzo Madama il 6 aprile ed ha portato alla conversione in legge del Decreto di riforma del Credito Cooperativo italiano, una riforma che ha perseguito nei mesi l’obiettivo di una riorganizzazione del Credito cooperativo per adeguarlo, salvaguardandone però le peculiarità distintive, al nuovo e più complesso scenario dell’Unione Bancaria. Una riforma che vuole rafforzare il sistema di credito mantenendo però la sua vocazione mutualistica e di sostegno al tessuto economico del territorio a cui è legato e che promette di cambiare gli assetti di un sistema che oggi raggruppa oltre 320 istituti in tutta Italia, molti dei quali hanno dimensioni molto piccole. Dai dati economici (pubblicati sul sito www.opinione.it) scopriamo che sono proprio le banche territoriali a sostenere la crescita e fornire ossigeno al sistema produttivo italiano dal momento che, negli ultimi anni, la BCE ha messo a disposizione oltre 1.000 miliardi di euro con operazioni di rifinanziamento a lungo termine, a tassi di interesse vicino allo zero, nella speranza che questi soldi andassero a finanziare la ripresa. Basti pensare che nel periodo della crisi (2008-2014) i finanziamenti alle PMI esportatrici sono aumentati del 28%, le banche di credito cooperativo hanno quindi svolto efficacemente un ruolo anticiclico favorendo la ripresa economica dei territori in cui operano.

“La riforma è in larga parte frutto delle proposte delle BCC - afferma Maurizio Gardini, presidente di Confcooperative - ed è stata migliorata dall’iter parlamentare in stretto dialogo con il governo. […] La riforma coniuga in modo originale e coraggioso principi cooperativi e adattamenti ai nuovi contesti competitivi dell’Unione Bancaria Europea. Allinea il Credito Cooperativo Italiano alle esperienze europee più forti e avanzate e lo fa con elementi di originalità. […] Ora spetto al Credito Cooperativo dimostrare, con efficienza e tempestività, la fiducia che le istituzioni hanno posto nelle BCC per costruire il primo gruppo bancario del paese, a guida e capitale interamente italiano”.

La modifica più rilevante riguarda la cosiddetta “way out” ossia la possibilità, per le banche sopra 200 milioni di patrimonio, di non confluire necessariamente in una holding unica (scenario previsto nella prima stesura della legge dove si prevedeva l’obbligo per le banche di credito cooperativo di aderire ad una holding avente un capogruppo con un patrimonio minimo di un miliardo di euro) a patto di dare allo Stato il 20% delle proprie riserve e deliberare una trasformazione della BCC in Spa. Praticamente le BCC, che al 31 dicembre 2015 abbiano avuto un patrimonio netto superiore a 200 milioni di euro, se coinvolte in un’operazione di fusione o trasformazione, possono conferire la licenza bancaria ad una Spa autorizzata fondendosi con un istituto più grande che rispetti però il requisito dei 200 milioni. Le BCC interessate a questa soluzione avranno inoltre 60 giorni di tempo (e parte delle critiche alla riforma si basano proprio su questo lasso di tempo ristretto a disposizione delle BCC per decidere del proprio futuro) per presentare un’istanza a Bankitalia per il conferimento della licenza bancaria ad una Spa, anche di nuova costituzione, e modificando il proprio oggetto sociale mantenendo la forma cooperativa, ma escludendo l’esercizio dell’attività bancaria. Viene inoltre introdotto, per tutte le BCC che intendano recedere dal gruppo bancario cooperativo, un diritto di recesso attuabile richiedendo l’autorizzazione a Bankitalia e deliberando la trasformazione della BCC in società per azioni, in mancanza dell’autorizzazione la BCC si avvia verso la liquidazione. Il testo prevede inoltre che lo Stato possa garantire il rimborso, e quindi facilitare lo smaltimento dei crediti in sofferenza da parte delle banche italiane, delle cartolarizzazioni più sicure: scopo della misura è favorire lo sviluppo del mercato italiano dei prestiti non performanti, contribuendo a ridurre la forbice di prezzo tra chi vende e chi compra crediti deteriorati e facilitando l’accesso di investitori nel medio-lungo periodo. Nel testo di legge viene inoltre abolito l’anatocismo, ossia il meccanismo di capitalizzazione degli interessi, sui conti correnti, conti di pagamento e carte revolving. La nuova norma determina quindi che la maturazione degli interessi non potrà essere inferiore a un anno con divieto di capitalizzazione infrannuale.

Con la nuova legge si vuole quindi confermare il ruolo delle BCC come banche cooperative delle comunità e dei territori, migliorandone la qualità della governance e semplificandone l’organizzazione interna. La linea guida dell’intervento riformatore vuole consentire un reperimento di capitale tempestivo in caso di tensioni patrimoniali, anche attraverso l’accesso di capitali esterni al mondo cooperativo, tutto questo può portare una garanzia ulteriore all’unità del sistema bancario in maniera tale da accrescerne la competitività e la stabilità nel medio-lungo periodo. Richard Werner, economista tedesco e direttore del Centro Studi Bancari dell’Università inglese di Southampton, ha scientificamente dimostrato che sono proprio queste banche, e non la BCE, le banche centrali e le grandi banche globali, il vero motore della creazione di credito produttivo e dell’ampliamento della base monetaria necessaria al sostegno della ripresa economica.

Roberto Diacetti

Fonti:

http://www.vita.it/it/article/2016/04/06/la-riforma-delle-bcc-e-legge/138928/

http://www.repubblica.it/economia/2016/03/24/news/decreto_banche_scheda-136199645/

http://it.ibtimes.com/riforma-credito-cooperativo-il-governo-modifica-il-testo-sulle-bcc-e-pone-la-fiducia-ecco-novita-e

http://www.altalex.com/documents/news/2016/04/07/riforma-banche-credito-cooperativo-legge-di-conversione

http://www.panorama.it/economia/aziende/bcc-la-riforma-4-punti/#gallery-0=slide-2

http://www.opinione.it/economia/2015/02/21/lettieri_economia-21-02.aspx

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Wed, 4 May 2016 15:45:22 +0000 http://www.robertodiacetti.it/mc/484/1/la-riforma-delle-bcc-diventa-legge Roberto Diacetti
MIPIM Awards 2016: tra i vincitori ci sono due studi italiani. http://www.robertodiacetti.it/mc/483/1/mipim-awards-2016-tra-i-vincitori-ci-sono-due-studi-italiani

Grandi numeri per l’edizione 2016 dei MIPIM Awards, tenutosi il 15 marzo in Francia a Cannes, che ha visto ben 43 Paesi concorrere e l’offerta immobiliare italiana scendere in campo con oltre 200 progetti, 150 società espositrici, 250 aziende partecipanti e 550 delegati italiani.

La sigla MIPIM si riferisce a “Le marché international des professionnels de l’immobilier”, ossia la più importante rassegna europea del settore immobiliare che si svolge nell’arco di quattro giorni e comprende un'area espositiva, eventi di networking e varie conferenze sugli argomenti della fiera. L'evento ha come scopo quello di facilitare ed instaurare un dialogo commerciale tra gli investitori, gli utenti finali delle aziende, le autorità locali, i professionisti del settore alberghiero, gli industriali, gli esperti di logistica e altri immobiliari professionisti.

Il tema dell’edizione 2016 è stato “Housing the World”, grande attenzione, quindi, verso la sostenibilità e il contenimento dei consumi di energia degli edifici ad uso abitativo, l’obiettivo quello di arrivare a costruire abitazioni eco-compatibili in grado di risparmiare energia fino al 70% rispetto alla media degli edifici attuali, riducendo inoltre i costi di gestione e manutenzione e migliorando il comfort di chi vi abita. La partecipazione italiana è stata promossa dal ministero dello Sviluppo Economico in collaborazione con il ministero della Difesa attraverso la realizzazione di un “Padiglione Italia” (oltre 500 mq che sono stati il punto di incontro dei partecipanti del mondo delle istituzioni e di quello privato) e l’appuntamento “Italian Day” rivolto agli investitori internazionali con l’evento “Invest in Italy: the extraordinary real estate”.

Dei 12 progetti premiati due sono italiani: lo studio “5+1AA” e lo studio “Mattheo Thun & Partners”. Nella categoria “Best Shopping Centre” il premio è andato ai “Docks di Marsiglia” realizzati dallo studio “5+1AA”, un progetto che instaura una linea di collegamento tra il passato ed il futuro della città marsigliese grazie alla creazione di un delicato dialogo tra la città ed il mare avvalorato da un sistema aperto di costruzioni che, attraverso trasparenze e penetrazioni varie, si prolungano, integrandosi con il contesto in modo armonioso, dalla città fino al mare. Nella categoria “Best Hotel & Tourism Resort” è invece il “JW Marriott Venice Resort & Spa” ad aggiudicarsi il premio. Lo Studio “Mattheo Thuin & Partners” ha realizzato, per questo progetto, la trasformazione di un’isola artificiale, all’interno della laguna veneziana, per la creazione di un resort di lusso  che comprende un edificio principale con 230 suite, una terrazza panoramica con piscina all'aperto e un ristorante panoramico. I vari padiglioni in muratura includono ulteriori suite, aree termali con piscine e sale per trattamenti benessere. Vicino ad un oliveto è stato creato un grande orto che servirà a produrre cibo per il ristorante del resort. Il progetto si concentra sul paesaggio lagunare, utilizzando e reinterpretando materiali locali ma, nel contempo, conservando lo spirito originario del luogo e degli edifici preesistenti.

Oltre ai due studi italiani vincitori altri tre progetti tricolori hanno partecipato e riscosso particolare successo al MIPIM 2016. Tre progetti relativi a insediamenti in Lombardia ed in particolare a Milano con l’Arese Shopping City, firmato dagli architetti Michele de Lucchi, Arnaldo Zappa e Davide Padoa dello studio Design International, che vanta il primato del più grande centro italiano costituito da un unico blocco per circa 92 mila mq di superficie commerciale. Il secondo progetto milanese, firmato da Borio Mangiarotti, promette di rinnovare un intero agglomerato urbano in zona Bisceglie attraverso 124 mila mq di nuove costruzioni realizzate nei prossimi anni in una delle aree più vaste e più verdi della città. Stessa firma per il progetto “Portfolio Sforzesco” che include tre importanti edifici storici milanesi da convertire in abitazioni di lusso e negozi e la realizzazione ex novo di 120 appartamenti nel complesso residenziale Silva situato nell’area Est del capoluogo Lombardo.

Roberto Diacetti

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Tue, 3 May 2016 17:37:23 +0000 http://www.robertodiacetti.it/mc/483/1/mipim-awards-2016-tra-i-vincitori-ci-sono-due-studi-italiani Roberto Diacetti
Roma 2024, i giochi all’Eur: qui tre discipline olimpiche http://www.robertodiacetti.it/mc/482/1/roma-2024-i-giochi-alleur-qui-tre-discipline-olimpiche

"Le Olimpiadi sono un grande sogno per Roma. L'Eur potrebbe ospitare tre discipline olimpiche, la pallavolo al Palaeur, il Triatlon al laghetto e l'hockey su prato al Tre Fontane, quindi attendiamo fiduciosi la decisione dell'anno prossimo sperando che Roma e quindi l'Eur possano ospitare i giochi olimpici".

Così Roberto Diacetti, presidente di Eur Spa, a margine dell'evento Sport in Famiglia al laghetto dell'Eur.

"Stiamo elaborando il piano strategico della società, lo faremo concordemente con i soci, quindi il Mef e il Comune di Roma, lo presenteremo a giugno e in quella fase individueremo anche le linee di sviluppo, i modelli di governance e come approcciare a un mercato come quello congressuale che è molto competitivo e quindi esigerà probabilmente una partnership con privati o anche la possibilità di guardare ai privati come partner stabili della società. Vendendo il 40% del patrimonio di Eur Spa, i ricavi sono diminuiti del 40% ma non sono diminuiti del 40% i costi, quindi la società è chiamata comunque a razionalizzare i propri costi. Lo stiamo facendo cercando però di rimanere come motore di sviluppo di quest'area. Non solo come gestore di patrimonio, quindi, e come gestore di un business quale quello congressuale, ma come player di sviluppo di questo quadrante della città che regalerà grandi soddisfazioni ai cittadini romani, per uno sviluppo che non guarda solo al settore congressuale ma anche all'intrattenimento e allo sport, con il luneur, l'acquario e lo sfruttamento di spazi come questo del laghetto".

affaritaliani.it

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Fri, 29 Apr 2016 19:54:07 +0000 http://www.robertodiacetti.it/mc/482/1/roma-2024-i-giochi-alleur-qui-tre-discipline-olimpiche Roberto Diacetti